1° Memorial Slow Travel Peter Komanns

Breve ripasso sulla nostra storia

Saharaland.it” nacque da una divergenza con i gestori di Sahara.it soprattutto in tema di “libertà” di espressione; troppo spesso ammonimenti e censure da parte di alcuni moderatori fecero scattare in Peter l’idea di fondare un forum in cui la libertà di opinione fosse salvaguardata e valesse un autocontrollo sulla forma espressiva improntata all’educazione terminologica. Negli anni in cui siamo stati presenti e tuttora, anche se nel frattempo sono intervenute alcune variazioni significative, di tutto possiamo essere accusati fuorchè di aver censurato o impedito l’espressione a chiunque e soprattutto, MAI si sono accese dispute condite da frasi, espressioni, locuzioni offensive verso chiunque.

In tempi in cui il turpiloquio, le offese, il fango dilagano ovunque, sulla rete, sui giornali, nelle tivù, il nostro forum si è tenuto al riparo da questa tendenza.

Recentemente Peter aveva proposto di modificarne la struttura in “blog”, anche a causa di un abbassamento della partecipazione che rendeva triste e gelida gran parte dei forum.

Il blog, traslocato nella forma e nella sostanza nei locali del “Cafè du desert” ha presentato l’idea di “slow travel” essendo stato possibile ottenere lo status di Tourist Operator (T.O.) grazie a chi? Al solito geniaccio di Peter ed alla sua energia: vi assicuro che l’esame per divenire Direttore Tecnico di Agenzia Turistica non è affatto semplice! Inoltre i concorsi (sono proprio dei concorsi a numero chiuso) si effettuano una tantum. Lui ebbe notizia di uno di questi, a Bolzano, e grazie alla conoscenza bilingue (italiana e tedesca-anche se quest’ultima necessitò di un ripasso) ed allo studio intenso su materie che all’oste sarebbero risultate indigeribili, anche con abbondanti iniezioni di cabernet, superò benissimo l’esame e nel 2011 Saharaland s.c.a.r.l potè aprire un’Agenzia che chiamammo “I Viaggi del Geco”.

Denominazione non casuale, poiché lo slow travel ha come idea centrale la “lentezza” in contrapposizione alla pulsione velocistica dei molti che percorrono le piste sahariane. Così come il geco è per lo più statico ma velocissimo all’occorenza, noi volevamo fornire un modo di viaggiare in cui la prima risorsa fosse il tempo per l’osservazione di quel magico mondo che è il deserto.

Il viaggiar lento ha come focus non il “dove arriveremo stasera” ma “cosa vedremo oggi?” cioè la ricerca della “bellezza” nei particolari di cui il deserto è infinitamente ricco. E che la velocità ne impedisce la scoperta.

Qualche viaggio, pochi ahimè, chè la crisi economica del periodo in cui eravamo e ancora siamo immersi, ha colpito significativamente proprio il target elettivo de “I Viaggi del Geco”: studenti, insegnanti, viaggiatori “dentro”, e tutti coloro che hanno a cuore l’essere più che l’avere (tanto per esemplificare con un vecchio ma sempre buono Eric Fromm). Lo slow travel non richiedeva auto-moto super attrezzate ma occhi,orecchie, naso, mani e piedi in buon stato e soprattutto curiosi.1

Lo slow travel richiedeva grande adattabilità e piccoli budget; l’adattabilità è un atteggiamento particolarmente utile in questo periodo di stravolgimento sostanziale delle regole socio-economiche; ne abbiamo avuto conferma attraverso gli esiti di apprendimento di alcuni viaggi compiuti con gruppi di studenti delle superiori (fascia d’età tra i 16-18 anni) partiti con certe “idee” e tornati con parecchie chiarificazioni in merito al loro futuro…

Quest’avventura si è interrotta, come sapete, il 3 gennaio 2013.

La scomparsa di Peter ha comportato anche la scomparsa de “I Viaggi del Geco” in quanto T.O. poiché legalmente esso richiede la garanzia di un Direttore Tecnico.

Fine della storia; ma non dell’idea di slow travel. L’idea di fondo, lo stile comportamentale è fissato e sopravvive al contenitore formale. La possiamo replicare quando vogliamo, basterà mettersi in viaggio con questo spirito.

Ecco la proposta

Noi che temiamo il perderci nel deserto e per questo siamo prudenti e non lo sfidiamo avventatamente, temiamo ancor più il “perderci di vista” qui tra noi. Ci stiamo allenando a parare il colpo della scomparsa di Peter e a non far crollare con essa la rete di amicizia e di intelligenza che si era tessuta. Utilizzo il termine “intelligenza” nel suo significato letterale2 non certo come attribuzione di qualità/giudizio di valore.

Faticosamente e al momento ancora inadeguatamente stiamo cercando di tenere vivo questo blog; nonostante l’oste.

Abbiamo devoluto una piccola somma per la realizzazione di un pozzo che darà chances di sopravvivenza ad un piccolo villaggio (Tin Tam) nel paese Dogon (Mali) e sarà a lui intitolato. Quando sarà pronto per l’inaugurazione proporremo un’iniziativa per partecipare alla cerimonia.

Ma vi è un luogo particolarmente caro a Peter e a molti di noi: Douz.

Qui aveva persino molte volte tentato di convincere Giovanni “orma” e me a comprarvi casa e stabilirvisi per periodi più lunghi se non definitivamente.

Ora lui ha trovato altra definitiva dimora che non sta nel camposanto di Vimercate come si potrebbe credere; nossignori, lui sta in un altro posto.

Si è seduto sul plateau di Tembaine e da lassù guarda in ogni direzione e vede un sacco di cose: i nomadi R’Baia che piantano le tende in prossimità del pozzo sottostante in estate fino all’autunno; i “turisti” delle agenzie che soggiornano nelle tende con aria condizionata del campo tendato permanente (a 100 € al giorno!); i rombanti auto-motociclisti che sfrecciano alle pendici in direzione dei laghi per finire ad insabbiarsi nel dedalo delle dune di sabbia fine che li aspettano appena qualche chilometro a sud ovest di qui. E anche le piccole carovane di dromedari che sflilano silenziose con i rari viaggiatori che condividono con noi lo “slow travel”.

Abbiamo pensato, quindi, di andare a trovarlo.

Quest’anno il calendario consente condizioni particolarmente favorevoli per chi ha problemi di ferie: con tre giorni di esse si possono mettere in fila 9 giorni.

Il nucleo dei fondatori di Saharaland e gli amici più stretti avrebbero, quindi, l’intenzione di far Pasqua3con Peter: ma questo non chiude la strada anche a quanti volessero esserci, anzi.

Ecco, perciò, il “1° Memorial Slow Travel Peter Komanns”: si può partecipare arrivando in aereo dal 18 aprile (venerdì) al 264! chi volesse viaggiare in nave (con mezzo proprio o come passeggero) si metta in contatto con me poiché vi sono diverse possibili date e periodi anche differenti.

I Viaggi del Geco” è scomparso come sigla e struttura formale, non come competenza organizzativa e gestionale. Abbiamo ancora le conoscenze e i materiali necessari per affrontare le esperienze “slow travel”, e soprattutto la passione di farlo.

Come fare?

Basterà mettersi in contatto con l’oste, qui sul blog e poi riceverete le informazioni necessarie per la partecipazione (itinerari, modalità, costi).

Vorrei scrivere “vi aspetto numerosi” ma sarò prudente e realistico: “vi aspetto” e basta.

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1 – Qualcuno si domanderà come cavolo possano essere curiosi i piedi! Bene, chiedetelo a Giovanni “orma” (un nick, un programma!) che di questa appendice ne ha fatto strumento di ricerca e sotto ai quali ha scoperto piccoli tesori di storie anche paleolitiche e dal quale molti di noi hanno appreso che si può posare lo sguardo anche oltre il nostro ombelico.

– Complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono all’uomo di pensare, comprendere o spiegare i fatti o le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare, e lo rendono insieme capace di adattarsi a situazioni nuove e di modificare la situazione stessa quando questa presenta ostacoli all’adattamento; (Dizionario Treccani)

 3 – Dice il proverbio: Natale coi tuoi, Pasqua con chi vuoi! Noi avremmo scelto.

4 – Alla data in cui scrivo Tunisair non ha ancora diramato il calendario dei voli per il mese di aprile; fino a marzo i voli da Malpensa per Tunisi e Tozeur si effettuano in andata il venerdì e il ritorno il sabato; pertanto quella sopra indicata è una previsione “come se”; quando avrò a disposizione il calendario aggiornato lo pubblicherò.

12 pensieri su “1° Memorial Slow Travel Peter Komanns

  1. AGGIORNAMENTO!
    Tunisair ha pubblicato gli orari di volo anche per aprile, quindi, a rettifica di quanto scritto nel testo, chi volesse venire in aereo può organizzarsi così:
    partenza sabato 19 aprile: Milano MPX 17.05 – Tunisi TUN 18.00; pernottamento a Tunisi
    domenica 20 aprile: Tunisi TUN 08.00 – Tozeur TOE 09.05

    ritorno domenica 27 aprile
    Tozeur TOE 09.35- TunisiTUN 10.40; Tunisi TUN 13.30 – Milano MPX 16.15

    Il prezzo è 322,48 €
    E adesso cominciate seriamente a preparare le valigie, cioè, la sacca, che si viaggia leggeri, è primavera!!!!

  2. Caro Oste , non ci siamo dimenticati, anzi, stiamo cercando altri voli alternativi per evitare di fare una notte a Tunisi.
    La mia valigia per la sabbia è sempre pronta (ultraleggera), se pensi che manco dalle care sabbie da ben 4/5 anni, sarà meglio darci un’ occhio… Smile

    • Caro Oste te lo dico in lucano, in fiorentino o in monzese che abbiamo fatto il biglietto? Scegli pure…
      Solo che da ieri sto cercando blog più seri dove indichino un look glamour da deserto, magari con semplici paillette e modesti abiti svolazzanti di seta a fantasia sahariana per confondersi con le dune. Mi son portata avanti inserendo tacchi interni berlustyle alle tremende scarpe da trekking, e non sono ancora convinta di non poter indossare i miei sandali rosa altissimi, quantomeno per la notte nel sacco a pelo (brillantinato). Detto questo, vado solerte a sognare la mia iniziazione al Sahara, spiando immagini e leggendo racconti nel web. Non vedo l’ora….

      • cara aspirante farfalla sahariana, non ho saputo sciogliere il dilemma linguistico anche se il lucano mi sembrava più hot ma poi temevo tu lo scambiassi con l’amaro televisivo. Wink
        Non so se hai poi trovato il blog in grado di dare risposte consone ai look accennati. Nel caso segnalamelo che devo cambiare sacco a pelo e quello brillantinato mi stimola assai, potrei farne uso anche per segnalazioni notturne a viandanti smarriti/e. Cool. Ma, chiariscimi il dubbio: nel brillantinato intenderesti entrarci con i sandali rosa o li toglieresti appena prima? In questo caso hai pensato all’antifurto per gli stessi? Nel contesto islamico essi hanno un valore simbolico pari alle calze di nylon con cui tempo fa (tanto tempo fa) si andava all’assalto delle bellezze balcaniche. Wink
        Sappi, comunque, che invidio profondamente la tua (e di Fabio) situazione: ripenso con nostalgia anch’io al primo viaggio tra le sabbie, 35 e più anni fa; tornerei indietro! Li rifarei tutti e anche qualcuno in più. Rimasi folgorato, abbacinato, incredulo; spero di rivedere nei vostri occhi, nei vostri gesti lo stupore che provai al tempo. Solo non avevo ne ho mai avuto abiti svolazzanti…mi son perso sicuramente qualcosa! Laugh

        • Caro Oste,
          svolazzante o no, “taccata o staccata”, io non sto nella pelle. Certo, parte dell’emozione è insita nel viaggio stesso come, diciamo così, “fattore emozionale” di per sé. Tutto ciò che è nuovo si veste del piacere dell’attesa, della sorpresa o della delusione dell’esperienza, comunque mai restando indifferente. e già aggiunge vitalità al quotidiano. Ma per me c’è dell’altro. Gli spazi vuoti che ho dentro necessitano di essere riempiti da qualcosa che abbia la potenza giusta per il “refill”; potenza e delicatezza, richiesta quando si tratta di intimo sentire. Per questo avverto il richiamo di “quello che sarà”, pur senza conoscerlo; e sono certa che il solo sbrilluccichìo seducente non sarà quello del mio seppur desiderato sacco a pelo (di certo invidiatissimo), ma dei cieli notturni che qualcuno di voi mi ha raccontato, inchiodando irrimediabilmente la mia immaginazione alla descrizione.
          Poi mi dirai che faccia avrò (se da ebete, sii clemente nella descrizione please!).
          Paola-waiting-for…

  3. “C’erano nell’ordine una città, un ponte bianco e una sera piovosa. Da un lato del ponte avanzava un uomo con ombrello e cappotto. Dall’altro una donna con apporto e ombrello. Esattamente al centro del ponte, la dove due leoni di pietra si guardavano in faccia da centocinquant’anni, l’uomo e la donna si fermarono, guardandosi a loro volta. Poi l’uomo parlo’:
    – gentile signorina, pur non conoscendola, mi permetto di rivolgerle la parola per segnalarle una strana coincidenza, e cioè che questo mese, se non sbaglio, e’ la quindicesima volta che ci incontriamo esattamente in questo punto.
    – non sbaglia cortese signore. Oggi è la quindicesima volta.
    – mi consenta inoltre di farle presente che ogni volta abbiamo sottobraccio un libro dello stesso autore.
    – si, me ne sono resa conto: e’ il mio autore preferito, e anche il suo, presumo.
    – proprio così. Inoltre se mi permette, ogni volta che lei mi incontra, arrossisce violentemente, e per qualche strana coincidenza, la stessa cosa succede anche a me.
    -avevo notato anch’io questa bizzarria. Potrei aggiungere che lei accenna un lieve sorriso e sorprendentemente, anche io faccio lo stesso.
    – e’ davvero incredibile: in più, ogni volta ho l’impressione che il mio cuore batta più in fretta.
    – e’ davvero singolare, signore, e’ così anche per me, e inoltre mi tremano le mani.
    – e’ una serie di coincidenze davvero fuori dal comune. (…)
    (…)
    Tacquero. Gli occhi del signore brillavano, lo stesso fecero quelli della signorina. In lontananza si udiva la melanconica sirena di un battello che si avvicinava. Poi lui disse:
    – io credo, signorina, che una serie così impressionante di coincidenze non sia casuale.
    – non lo chiedo neanch’io signore.
    – voglio dire, qua non si tratta di un particolare, ma una lunghissima sequenza di particolari. La ragione può essere una sola.
    – certo, non possono essercene altre.
    – la ragione e’ – disse l’uomo sospirando – che ci sono nella vita sequenze bizzarre, misteriose consonanze, segni rivelatori di cui sfioriamo il significato, ma di cui purtroppo non possediamo la chiave.
    – proprio così – sospiro’ la signorina – bisognerebbe essere medium o indovini, o forse cultori di qualche disciplina esoterica per riuscire a spiegare gli strani avvertimenti del destino che quotidianamente echeggiano nella nostra vita.
    (…)
    – forse un giorno ci sarà una scienza in grado di decifrare tutto questo. Intanto le chiedo scusa del disturbo.
    – nessun disturbo, anzi è stato un piacere
    – la saluto, gentile signorina
    – la saluto, cortese signore.
    E se ne andarono di buon passo, ognuno per la sua strada.”

    Qualche giorno fa nella borsa da lavoro ho trovato un libro di peter. Mi sono chiesta cosa ci facesse. E’ rimasto sul mio tavolo della cucina per tre giorni. Io l’ho spostato come qualunque altro oggetto. Stamani gli ho prestato attenzione. Il titolo “l’ultima lacrima”. L’autore Benni, per questo forse l’avrò preso fra gli altri. Tra le pagine un orecchio, il classico fatto dal lettore per attenzionare un punto. Era su questo capitolo, intitolato “coincidenze”.
    Che ci crediate o no, che desideriate o meno un sogno o un appiglio, che n’è abbiate o meno bisogno, a voi il capitolo che peter ha indicato.

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