Un anno fa…

Avrei dovuto scrivere ieri, a un anno esatto da quel terribile giorno in cui mi arrivò la notizia. Peter se n’era andato, solo, nella sua casa di Vimercate; casa che non amava e che da tempo cercava di cambiare.

Ma ieri mattina non ce l’ho fatta! Davanti alla tastiera solo tristezza e una marea di ricordi. Ho chiuso il mac, “aggeggio” sulla cui bontà condividevo la sua opinione, pur essendo notoriamente neolitico, e ho chiamato Giovanni “orma” e ce ne siamo andati fuori.

Piovigginava, chissà com’era il tempo quel 3 gennaio 2013 là a Vimercate…in macchina non abbiam parlato di lui, solo un pochino quando, come teleguidati, ci siam ritrovati alle pendici del Montello e allora gli ho raccontato di quella volta, una estate di qualche anno fa, quando Peter si è materializzato davanti a casa mia, inguainato nella tuta nera da motociclista, casco integrale e BMW bicilindrica….il resto ve lo racconterò nell’angolo di Peter, appena finito questo pezzo. “Andiamo alla Baita, è dove son stato con Peter” ma la troviamo chiusa; sarà un segno? Sul Montello, di questi tempi, è raro trovare chiuso un ristorante ed è pure venerdì, mica un mercoledì…Qualche centinaio di metri più avanti eccone un altro, regolarmente aperto, si va lo stesso. Ci mancherebbe, dobbiamo ricordare Peter, con una bottiglia di prosecco e alla malora l’eventuale palloncino.

PROSIT PRESIDENTE! Laddove ti trovi adesso non so che vini si trovino, ma un bicchiere di questo è tutto tuo.

Son passati 366 giorni da quel giorno; ognuno più pesante del solito. Sarà che sento sempre più il peso del tempo sulle spalle ma, certo, non aver più avuto il suo quotidiano sostegno, via mail o per telefono, ha contribuito a dilatare questa sensazione. La crisi, anche, con il clima di incertezza e le notizie sulla disoccupazione, sulle imprese che stentano ad andare avanti, sulla classe politica che…inutile aggiungere altro!

Ho ripescato questo scritto di Peter, è del novembre 2012…ve lo consiglio, sembra scritto OGGI!

http://cafedudesert.saharaland.it/?p=234

Basta cambiare un paio di nomi; per il resto è magnificamente attuale. E quindi vuol dire che abbiam sprecato un anno!

Diem perdidi”! E’ la frase che viene attribuita all’imperatore Tito quando trascorreva una giornata senza che avesse compiuto una buona azione, un atto positivo… Sarebbe certo troppo chiedere alla politica italiana di recuperare questa frase, anche se gli ex boy scouts non mancano tra i banchi del Parlamento… ma almeno ricordarsene ogni tanto. Mi sarebbe proprio piaciuto leggere quel che Peter avrebbe scritto oggi proprio su un ex boy scout-sindaco davvero, nonchè neosegretario PD (lo avete riconosciuto?) e sulla galleria di facce nuove (nuove?) che riempiono i banchi di quel governo ex larghe intese- ex piccole intese-ex intese…ex ex ex.

Mi avrebbe riempito la giornata, costringendomi a riflettere e a ribattere perché di sicuro qualche cosa avrei trovato per dargli contro. Andargli contro era sempre un rischio! Non perché fosse grande e grosso, era incapace di far male ad una mosca e poi non avrebbe speso nemmeno un secondo o sprecato un micro joule di forza sul piano fisico, roba da cretini…il rischio stava nell’andare incontro a brutte figure poiché ti trovava sempre argomenti forti e suffragati da fatti e numeri. Ma andargli contro era anche una opportunità; per l’accrescimento che ne derivava, per l’apertura di orizzonti e scenari inusuali.

Caro Presidente, mi manchi e manchi anche a tanti altri; anche a quelli che un po’ se n’erano andati per altre vie rispetto a Saharaland, ma non troppo discoste rispetto ad essa…allora torno ad aprire questo blog e vado rileggere un po’ qua e un po’ là le tue storie e le nostre aggiunte…prima o poi qualcuno dovrebbe prendersi la briga di metterle in fila e trarne un libretto. Ci penso, ma non garantisco. Qualcuno o qualcuna già avvezzo/a a queste imprese c’è tra noi, speriamo che s’impegni.

Piove anche oggi e abbiamo iniziato il secondo anno senza l’amico Peter. Con Giovanni “orma” abbiamo praticamente definite le mosse per preparare la targa che andremo a fissare in cima alla montagna di Tembaine questa primavera: manca il testo e per questo vi invito a passarci qualche pensiero da incidervi su. Ai tasselli e al trapano pensiamo noi. A Hedj chiederemo se esistano eventuali passi burocratici da fare per questa operazione, ma credo che lassù sul piatto sassoso della montagna, un angolino discreto ci sarà e non servano carte bollate.

Domenica 12, ci troveremo al cimitero di Vimercate a salutare Peter; alle 11.00!

 

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