Tre pensieri sul presente

Ebbene sì, lo confesso: non sono nessuno. Non sono un politico, non sono un professore, non sono un sindacalista, non sono un giornalista, non sono un intellettuale, non sono un opinion maker, non sono un bancario (o un broker o un trader) e non appartengo ad una agenzia di rating.
Sono un cittadino italiano, amante dei viaggi, magari nel deserto e magari in Africa, che subisce giorno dopo giorno le conseguenze di quello che altri hanno fatto e altri ancora decidono di fare adesso. Un nessuno, appunto, buono per pagare tutti i giorni un pacco di Euro in più per carburante, derrate alimentari e qualunque altra cosa abbia bisogno, un signor nessuno del cui voto alla fine non importa a nessun altro.

Ma da signor nessuno posso ancora pormi delle domande, domande che non trovano riscontro in nessuna conferenza stampa o talk show politico.
E allora provo a scriverle qui.

Il decreto liberalizzazioni appena convertito in legge contiene un provvedimento controverso che ha suscitato polemiche: i pensionati con un importo mensile fino a 1.500 Euro potranno aprire un conto corrente bancario a zero spese. Le banche si sono fermamente opposte a questa parte del decreto, con la direzione ABI che ha dato le dimissioni in massa ( Però fanno ancora dichiarazioni e conferenze stampa in giro… mah?), lo stesso per l’abolizione della commissione sulla benzina comprata con le carte di credito.
Ecco: uno come me ci pensa un solo attimo e si chiede: ma il professor Monti non ha a disposizione le Poste Italiane ? Le Poste Italiane sono statali e non private e, a parte consegnare plichi e lettere, fanno le stesse operazioni di una banca: hanno conti correnti, bancomat, carte di credito, prodotti finanziari misti, un numero incredibile di filiali lungo tutto lo Stivale e poi, alla fine, sono loro che erogano le pensioni….
Spostando il conto corrente gratuito dalle banche alle Poste, il Governo avrebbe trattenuto una grande massa di liquidità per alcuni giorni (e questo significa interessi incassati) e avrebbe incoraggiato la libera concorrenza delle banche verso il bene della gente: in Italia l’80% delle famiglie possiede la casa dove abita e abbiamo uno dei maggiori livelli di risparmio privato al mondo. Con ogni probabilità anche molti dei pensionati di cui si parla posseggono una casa e hanno qualche somma in BOT o CCT: questi beni collaterali arriverebbero nella sfera delle Poste uscendo da quella della banche, con ulteriore beneficio delle finanze statali.
Come mai nessuno ci ha pensato ? Non ci ha Pensato Monti ma nemmeno Bersani o Camusso o Di Pietro o i tanti altri che parlano sempre….

Più o meno lo stesso vale per uno dei nodi cruciali di questi tempi: i finanziamenti alle piccole imprese e agli artigiani: è appurato che le banche non ne fanno se non in misura extra ridotta, preferendo investire il danaro avuto dalla BCE all’1% in titoli di credito che rendono il 4 o 5%, il che è un bel botto per loro ma una pessima notizia per chi è in difficoltà.
Mi chiedo: perché non coinvolgere le Poste nella manovra di aiuti alle imprese prendendo una fetta di quei miliardi UE all’1% e facendo del credito una operazione sociale, con il fine di salvare  delle imprese (che pagano le imposte) e dei lavoratori, che pagano anche loro le imposte alla fine.
Anche di questo nessuno ha accennato, però qui è più semplice: Monti, Passera & soci vogliono a tutti i costi preservare l’integrità e il benessere dele banche dalle quali arrivano e nelle quali, con ogni probabilità, torneranno dopo il mandato di governo. Ma che nessuno dei politici di tutti i colori e tendenze abbia suggerito una soluzione come questa dovrebbe dare da pensare….

Da ultimo la legge sul lavoro e il famigerato articolo 18. Il principale motivo della contesa è se e quando ci debba essere la riassunzione automatica di dipendenti sottoposti a licenziamento. Sono previsti 3 casi possibili di licenziamento: il licenziamento discriminatorio, il licenziamento disciplinare e il licenziamento per motivi economici. Il maggior motivo di scontro è che non è prevista la riassunzione automatica nel caso che un licenziamento per motivi economici sia verificato da un giudice come non tale.
Proviamo a ragionarci brevemente su: il licenziamento discriminatorio è decisamente un crimine; quì il progetto di legge prevede la riassunzione; il licenziamento disciplinare, se verificato come non tale, secondo me è comunque un tentativo di ingannare il dipendente e così quello per motivi economici.
Mi spiego: se un datore di lavoro non ha i fondi per pagare tutti i suoi dipendenti avrebbe due possibilità: la prima: come in Germania, lavorare tutti ma lavorare meno; in sintesi, tutti i dipendenti si riducono orario di lavoro e stipendio ma nessuno viene licenziato. Hanno fatto così alla VolksWagen e dopo qualche mese la situazione è tornata normale con soddisfazione di tutti. Peccato che da noi non si possa fare per via dei minimi contrattuali e dei sindacati. Per cui rimane la seconda soluzione: lavorare uguale ma essere di meno, cioè licenziare qualcuno.
Una situazione del genere un imprenditore può facilmente provarla dinnanzi a un giudice e se non ci riesce significa solo che ci ha provato, ha tentato di ridurre i costi sulle spalle dei dipendenti. E questo non si deve fare.
Bene: il progetto di legge in discussione dice che comunque in caso di licenziamento per motivi economici verificato come ingiusto vi sia solo un indennizzo al lavoratore in misura variabile da 14 a 27 mesi di stipendio.
La mia riflessione è semplice: nell’ordinamento giudiziario americano esiste la figura del risarcimento punitivo :  in un processo civile viene stabilita una somma di danaro che la parte soccombente deve fornire alla controparte a titolo di rimborso, ossia di risarcimento del danno,  ed è demandata alla giuria la facoltà di stabilire un’altra somma, di grandezza a piacere, per accertarsi che il fatto non si verifichi più. Gli esempi di questo sono nelle cronache, nei film, nei libri….
Se la stessa regola fosse applicata da noi significherebbe che okkey se ti licenziano per motivi economici (o disciplinari) e non è vero il tuo datore di lavoro non è obbligato a riassumenti ma tu ti becchi un risarcimento danni da 14 a 27 mesi di stipendio più una somma a titolo di risarcimento punitivo che sia efficace da portare ad esempio per chi fosse tentato dal licenziamento facile. Con una regola del genere quando a un dipendente di una PMI un giudice assegna un risarcimento punitivo di qualche centinaio di migliaia di euro state pure tranquilli che qualsiasi altro imprenditore ci penserà molto a lungo prima di licenziare qualcuno per motivi economici inesistenti e il dipendente non avrà grossi problemi di sopravvivenza.
E se l’azienda è più grande anche il risarcimento punitivo sarà maggiore proprio perché non è una somma commisurata al danno prodotto ma una somma che deve servire a punire chi ha commesso il danno.

Non so voi cosa ne pensiate, però non credo siano idee proprio tanto balzane. Come mai non ne ho mai sentito parlare ?

Un pensiero su “Tre pensieri sul presente

  1. caro Presidente,
    tre domande, tre centri sul bersaglio della Logica & Ragione Associate!
    Le risposte per un altro signor nessuno che amerebbe fare l’oste sono semplici e questo mi preoccupa poichè vuol dire che non sono all’altezza dei complessi problemi che impediscono di applicare le proposte, anzi le pro-POSTE che tu intravedi Big Smile Laugh Cry
    Anche sul terzo quesito l’oste plaude all’ipotesi di applicare una “tassa” per quei comportamenti antisindacali che il meccanismo proposto da Fornero & C. nel caso dei licenziamenti per motivi economici può agevolare. E mi vien da fare una smorfia quando sento belle anime di commentatori affermare che scopo degli imprenditori non è quello di licenziare! Di questi tempi (ma anche no) troverei più probabile che se un lavoratore sta sulle balle al capo questi lo caccia via; ho avuto spesso motivi di discussione con imprenditori ma anche capidelpersonale e capetti di ogni genere e rango, nei quali emergeva lo spiccio senso di valutazione delle performances (come aulicamente si definiscono): rompiballe=fora dai bal…tanto ne trovo almeno 10 meglio di lui, il mondo è piccolo da questo punto di vista.
    Mala tempora currunt, caro presidente, ma, ripeto, è l’oste che non è all’altezza di comprendere certe questioni, altrimenti non farebbe quel che fa.
    Una buona notizia (come dice la gabanelli): questa siccità, dalle nostre parti, almeno sta èprovocando un aumento del tasso zuccherino nelle uve e quindi avremo un’annata ottima…sempre che non arrivino piogge torrenziali egrandinate da qui alla vendemmia.

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