e dopo il 21 luglio…

è che trovo difficile riepilogare l’incontro che avevamo programmato per ricordare Peter, pressappoco attorno alla data della sua nascita: 19/07/1956.

C’entra un poco l’umore e lo stress che ho cumulato in questo fine settimana per via di un duplice incontro ravvicinato, prima e dopo La Camilla, con un novello Monty, alias un mega Direttore Marketing di una delle ormai rare multinazionali tascabili italiane, un british rampante (magari sono io che lo etichetto così) che…ma questo quadra poco con il nostro anniversario, magari ne faccio un raccontino a parte un’altra volta.

Sarà che a vedere quella targa : PIETRO KOMANNS e le due date di N e di M, sotto il sole umidiccio di Vimercate, mi è venuta malinconia e tristezza in quantità industriale. Lui che avrebbe voluto e anche meritato ben altro sole e ben altro tempo per continuare a stimolarci intellettualmente e umanamente. Insomma, caro Robi che chiedi resoconto e cari amici che c’eravate e anche non c’eravate ma pensavate di esserci, per me è stato difficile. In molti momenti ero consapevolmente sdoppiato: ero lì e non ero lì. Avevamo scelto La Camilla per via del simbolico valore fondante di quella strana cosa che fu Saharaland e che dal 3 gennaio di questo ’13 per niente fortunato è andata pian piano morendo assieme al suo ideatore, organizzatore, sostenitore, animatore, gestore. E io che lo chiamavo semplicemente “presidente”. Perchè “presidenti”si fa presto a diventarlo (lo son stato persino io) ma ben altro è stato Peter nel nostro piccolo di questa bellissima cooperativa, che ha perso pezzi importanti via via che si scopriva quel lato ferreo del suo carattere. Quello che Daniela nei suoi bellissimi interventi ci descrive e di cui non solo la ringrazio ma la invito a continuare a regalarci fotogrammi di Peter 2. Abbiamo perso persone importanti come Marco e Gian e Paolino e Robi e Pippi e Giorgio (ho dimenticato qualcuno? scusate) ma non completamente. Robi c’è, come credo gli altri, in misura diversa ma non sono spariti.

Ho scritto “fu”, e lo avete notato. Domenica, ho portato la lettera originale che sancisce la chiusura formale de “I Viaggi del Geco”, il Tour Operator che, grazie, alla capacità di Peter di superare un difficilissimo esame per “Direttore Tecnico di Agenzia” permetteva a Saharaland di operare come Agenzia Viaggi. Fatto poco, 3-4 viaggi, ma quest’agenzia era il secondo lavoro di noi, che poi si riduceva a lui e al sottoscritto, ogni tanto. Però lui ci vedeva un futuro.

Tra pochi giorni o poche settimane andremo dal notaio per chiudere formalmente anche Saharaland. Attendiamo che Corrado ci dia qualche dritta sulla situazione col commercialista della cooperativa.

Si chiude perchè senza Peter nessuno ha voglia (e io nemmeno capacità), di tenere in vita un soggetto che vivacchia sentimentalmente dentro le teste di un gruppetto di ottime persone, ma che giustamente han altro da fare, anche nel tempo libero, che scrivere di viaggi che non si faranno e di commentare le solite stiracchiate e obbligate concioni di un finto oste nel suo finto bar.

Si chiude, quindi, anche il bar.

L’oste recupera la porta-che-non-c’era (dissotterandola dalla buca dove conservava i vini che ultimamente si beveva lui solo) la inchioderà per traverso in modo che le volpi del deserto e i cani bianchi randagi, possano almeno diventarne avventori al riparo dal vento di sabbia, perchè ormai non c’era vita. Come ho detto domenica, ogni mattina, apro il “Cafè” e vedo che non vi sono commenti, né news…solo e ancora solo l’ultimo post dell’osteumbi datato qualche settimana. Mi veniva neanche voglia di aprire il bar, ma almeno questo sentivo di doverlo fare per l’amico Peter e sperare che qualcun altro potesse averne bene…

L’amico Marcello “Ike” Giova, che ho scoperto tardi e che considero un vero “compagno” meglio di Epifani (che dovrebbe pure essere delle sue parti) ci aiuterà a chiudere l’hosting tedesco cui Peter ci aveva abbonati. Abbiam quindi convenuto e non son certo della ragione formale essendo presente solo la metà dei soci della cooperativa, ma farò presto un giro di telefonate, che non vale la candela nemmeno tenere in piedi il blog, anche a costi decisamente abbordabili, perchè cui prodest?

L’amico Marcello “Ike” Giova, quello che ho scoperto tardi ecce ecce, ha lanciato un’idea: che si possa continuare a scrivere, chi lo vuole, mettendoci a disposizione uno spazio nel suo sito. Non abbiamo approfondito, ma io accolgo volentieri; poi vedremo come.

Mi piacerebbe che potesse ancora vedersi, svoltato un angolo, l’insegna “Cafè du desert” perchè ormai non occorre andare in Africa per trovare il deserto, basta guardare una qualsiasi periferia urbana, una zona artigianal-industriale, i paesetti dell’Appennino semiabitati, con 4 vecchietti e neanche più un bar come si deve. E l’immensa padania, la sterminata distesa di dune-capannoni, con le piste dei TIR sempre più sgombre…Volendo, proprio per evitare la serrata totale, possiamo riprovarci, con Marcello nostro ospite. Domenica ho avuto piacere di scambiare due parole anche con Stefano, uno degli amici di Peter del periodo 2, come dice la storica Daniela. Altri squarci sulla personalità diamantea del nostro presidente. Un diamante ancora semilavorato e che purtroppo non arriverà ad altri stadi. Un diamante con lati irregolari e anche opachi; altri taglienti da farsi tanto male. E altri luminosissimi, se no non saremmo neanche qui a scriverne e a ritrovarci dall’omino (La Camilla basta, non più! Domenica non l’ho riconosciuta…forse quella scelta non l’aveva voluta nemmeno Peter, e se sì, allora apparteneva ad un suo lato opaco).

Poi, Paolone, finalmente in buona compagnia, che ci conferma l’appuntamento del 7 settembre, per conoscere in carne ed ossa gli amici del “pozzo di peter”, l’iniziativa in Mali alla quale contiamo di legare il nome del nostro presidente. Certo non sarà un luogo facilmente raggiungibile, volessimo andare di persona a “trovarlo”, ma sarà almeno legato ad un’opera utile. Vorrà dire, e l’abbiamo riconfermato, che in primavera faremo un giretto a Douz e dintorni, con Manuela che chiede congruo anticipo per le date dovendosi trovare una sostituta in farmacia. Spero che sia l’occasione perchè possa venire anche il nostro farmacous, che son stufo di sfrecciare davanti all’oasi di Pontevico senza fermarmi e caricarlo su. Marcello Ike ha fatto una smorfia, all’idea…chissà come mai peter non è riuscito a contagiarlo con il mal di sabbia. Ci proveremo noi. Daniela è precettata, altro che New York, Parigi, Londra, Tokio e Barcellona! Che una volta provi a capire perchè quel grosso testone, cocciuto, che non ha voluto curarsi, avrebbe cambiato la sua vita per un pugno di…sabbia.

Ecco; mi è calata la tensione. Scrivere queste righe mi ha fatto dimenticare anche l’emulo di Monty…però, forse sarebbe stata una storiella più divertente…magari me l’appunto e poi, se Marcello “Ike” darà seguito all’idea, io sono pronto a riprendere la zappa in mano (questa è immagine di peter: una volta che nel mio ufficio mi ha visto come trattavo i computer, i mouse e il resto delle cose attaccate con i cavi: sei uno zappatore! Sì presidente, hai ragione).

Questa, quindi, nel caso non l’aveste capito, è una delle ultime occasioni per lasciare traccia perenne del vostro/nostro passaggio da questo “Cafè”. PROSIT, amici e compagni.

L’osteumbi

6 pensieri su “e dopo il 21 luglio…

  1. Grazie Oste! Non ho altro da aggiungere anche se vorrei! Non mi resta che aspettare l’apertura del nuovo cafè, dell’ incontro di settembre, del manoscritto di Daniela e …….. delle date di giugno. Cioa

  2. Ciao Oste,
    anche io non ho molto da aggiungere, posso però modificare la destinazione d’uso della mia smorfia, trasferendola dall’idea del viaggio a Douz all’ accostamento con Epifani, anche se qui ne servirebbe una più accentuata.
    Se te la senti, parlaci pure del novello Monty, la cosa mi incuriosisce, mi piace leggere quello che scrivi e, come ti ho già detto, mi piacerebbe che continuassi a farlo.
    Zio Peter da lassù seguirà ogni nostra discussione e sono certo che troverà il modo di dire la sua.
    Ho detto da lassù ma ricordo che tempo era solito inviarmi delle mail con una scritta in calce che suonava pressappoco così:

    “Del paradiso apprezzo la purezza dell’ aria, dell’ inferno la compagnia”

    ma voglio pensare che abbia convinto S. Pietro a farsi dare un duplicato delle chiavi, così può entrare e uscire quando vuole …

    Ike

    • Carissimo Ike,
      anche a me piace pensare che lo spiritello di Peter pendolarizzi tra paradiso e inferno, con permesso celeste e senza passare dal purgatorio ( che ha conosciuto bene nel suo breve viaggio terreno!) .
      Daniela, però, mi suggerisce di “lasciarlo andare”, cioè non tenerlo vicino alle nostre piccole storie quotidiane; faccio molta fatica, qualsiasi evento mi porta a pensare “cosa avrebbe detto/scritto lui?”
      Mi sa che seguirò il mio lato debole …
      La storiella di Monty…nasce da uno degli ultimi incontri professionali, confesso irritante, ma che ho cercato di trasformare cogliendone i lati divertenti (pochi) e quelli istruttivi (per me). Oggi ritengo sia il caso di scriverla sul serio, e pubblicarla in un blog diverso da questo, sul mio professionale, certamente, sul tuo se vorrai riportarla.
      In sintesi la trama è la seguente: una delle poche aziende con italianissimo nome ma ormai mondializzata, mi propone un progetto abbastanza sfidante (challenge, come s’usa dire ormai) al quale lavoro con interesse (roba rara, ultimamente) per sottoporlo al mega-direttore inglese…e qui comincia la fase che mi ha ricordato il comportamento dell’altro Monty, sarà perchè ero fresco di lettura di una meticolosa ricostruzione della campagna africana culminata con l’epico scontro ad El Alamein e dintorni.
      Pensandoci a bocce ferme, penso utile scrivere in modo “didattico” a mò di case history azz..di storiella aziendale, in modo che altri ne possano trarre spunto operativo.
      Adesso continuo la tre giorni di festa personale che ho dichiarato a seguito della sentenza di ieri e in conseguenza della quale abbiamo anche deciso di posticipare di un giorno il ns rientro a Treviso…dalla Val Rendena con allegria, l’osteumbi!

      • Capisco Daniela e rispetto il suo pensiero ma, anche per me è molto difficile staccarmi dallo Zio Peter e quindi perdonatemi se continuerò a tirarlo in ballo di tanto in tanto, saperlo vicino mi aiuta a riflettere sulle cose complicate e a trovare una soluzione pensando fuori dagli schemi, come a volte faceva lui.
        Attento però Oste che il Cabernet non ti vada di traverso, perché non vorrei che l’Intervista del Giudice Esposito, (effettivamente manipolata in quanto tradotta dal Napoletano in Italiano) facesse ritornare il Cavaliere più “… bello e glorioso che pria ….. !!!!”

        Ike

  3. In un assonnato pomeriggio d’agosto dove tutti o quasi sono alle prese con le sospirate ferie, prendo in mano la tastiera, con l’illusione di tenere vivo questo blog. Anche a me spiacerebbe (e non poco) la sua chiusura, pur riconoscendo la mia latitanza nello scrivere. Però se da un lato chi scrive sono sempre gli stessi o meglio quasi sempre il nostro caro oste, da un lato le notizie che provengono dalle nostre amate sabbie, sono sempre più nefaste, tali da dissuadere qualsiasi viaggiatore incallito e testone a intraprende una qualsiasi tipo di viaggio laggiù, per cui mancano i resoconti di viaggio che tanto bene fanno a chi come me è costretto a lavorare. .
    Noi che si vorrebbe raccontare di tramonti infuocati sulle dune, perderci nel silenzio assordante del deserto, dimenticare in che giorno siamo intenti nell’esplorare un pale-suolo con l’illusione di trovare qualche manufatto preistorico. Ricordo che nei viaggi fatti con il grande Marco aveva una fortuna sfacciata: appena abbassava gli occhi ecco che trovava la punta di una freccia, o i cocci fossilizzati di uova di struzzo. Io ci perdevo delle ore e non trovavo nulla. Ma per un fossile non trovato, mi arricchivo della pace e della serenità che infondevano certi luoghi, interrotti solo da una voce che ci esortava di ripartire per non rischiare di fare campo con il buio .
    Purtroppo con Peter non ho mai viaggiato, ma in occasione di un capodanno ” Il capodanno nelle dune” ci siamo trovati in circa 30 o più fuoristrada il 31 dicembre del 2004 a Ksar Ghilane a cucinare polenta e lenticchie:
    Ma l’incontro più incredibile e non programmato e stato il giorno prima, quando io e il mil gruppo sbucavamo da una pista proveniente dal deserto, che intersecava una strada asfaltata.
    Da destra proveniva una carovana di non sono quanti 4×4 tutti rigorosamente Land Rover ( RoverWorld) . Spegniamo i motori , e con qualche imprecazione dei miei compagni di viaggio, aspettiamo con somma pazienza il passaggio di tale carovana.
    Finalmente intravediamo la fine del passaggio di tanta ferraglia rumorosa, e qualcuno dei nostri riaccende le auto, io invece aspetto che finalmente si liberi la strada.
    A un certo punto mi cade lo sguardo sull’ultima Land che chiude il corteo e penso ” ma guarda una Range come la Lizzy di Peter”.
    Era proprio lui!!!.
    Si ferma in mezzo la strada per salutarci come solo si fa nel deserto con un sacco di domande e pacche sulle spalle , incuranti che nel frattempo anche noi avevamo provocato coda.
    A sua volta Peter con il CB comunica alla Land in testa di fermarsi al primo Cafè Du Desert per un the alla menta per festeggiare l’incontro.

    E’ rimasto solo sulla carta il progetto di un viaggio in Oman di qualche Natale fa non realizzatosi a causa di costi proibitivi per l’esiguo numero dei partecipanti .

Lascia un commento