21 luglio, stay tuned!

ho imparato anch’io a dire come usava Peter quando c’erano in vista cose importanti.

Allora, intanto memorizzate bene questa data: 21 luglio. Mettetela nel vostro smartphone, sulla scrivania del PC o Mac, un bel post-it sullo specchio del bagno, un altro sul cruscotto dell’auto. E mai dimenticare il vecchio nodo al fazzoletto.

Il 21 luglio abbiamo deciso di organizzare un incontro di tutti gli amici di PETER per festeggiare quello che sarebbe stato il suo compleanno.

Veramente sarebbe stato il 19, ma abbiam pensato che di venerdì molti non avrebbero potuto esserci e quindi, con il beneplacito del presidente, l’abbiam posticipato di un paio di giorni.

Vorremmo ritrovarci verso le 11.00 al cimitero di Vimercate, per portargli un saluto, a sei mesi di distanza dalla sua scomparsa. Poi assieme ci porteremo qui

http://www.lacamilla.it/it-it/index.aspx

all’Agriturismo La Camilla, a Concorezzo. Chi non potesse arrivare in tempo al cimitero si regoli per essere alla Camilla per le 12.30.

Il luogo: molti si domanderanno perchè La Camilla; giusto! E allora un pò di storia. Nei primi anni 2000, la maggior parte dei viaggiatori africani si ritrovava sul sito di Sahara.it. Qui ho conosciuto, attraverso la lettura dei suoi post, Peter. Il dibattito su Sahara.it scorreva veloce, tra alti e bassi, tra thread profondi e dotti ed altri leggeri e scanzonati. Peter navigava sul primo io preferivo il secondo, il bar in modo particolare. E così dopo qualche anno, la presenza di molti galli nel pollaio, compresi galli molto interessati a sfruttare il sito per procacciarsi di che vivere guidando gruppi di fuoristradisti tra le dune, finì per provocare liti anche accese, fortunatamente solo verbali (questo è il vantaggio del virtuale). Io stavo quasi sempre al bar, ma anche lì volavano bicchieri (virtuali) e bottiglie preziosissime finivano frantumate nelle dispute tra le fazioni. Fu così che un gruppo di eminenti personaggi, tra cui Peter, decisero di ritrovarsi de visu, a discutere di come ricomporre la filosofia del sito, per evitare la scissione tra sostenitori del profit e quelli del no-profit. Non ricordo come fu che decisi di esserci…sarà stato per via dell’occasione di conoscere alcuni di quei personaggi che scrivevano come forsennati e viaggiavano con altrettanta frequenza…e poi con le gambe sotto il tavolo, come si dice, mi ci trovavo e mi trovo a mio agio.

A farla breve, perchè la storia rischia di stufare, il pranzo andò così e così perchè i galli, si sa, son bestiole baruffanti e anche il nostro presidente, su questo piano, non era da ultime posizioni; a farla breve, dunque, a fronte di un intervento di un padovano (evidente discendenza di quelle galline omonime) che minacciava l’espulsione dal sito poichè di proprietà di un suo amico (Grillo & Casaleggio ante litteram Cool Grin ), Peter, si alzò e, con tutta la sua mole, sferrato un pugno sul tavolo, esclamò: “se voglio ci metto 5 minuti a fare un mio sito!”.

Mi piacque subito il tipo. E andò come andò. Dopo pochi mesi costituimmo una cooperativa, SAHARALAND, con una decina di soci anche ben assortiti e lui ne fu subito il Presidente. Io al bar.

Ecco perchè vogliamo tornare lì dove tutto cominciò, perchè, nonostante i litigi e gli scazzi inevitabili in ogni gruppo umano, le fuoriuscite di alcuni, i momenti di tensione, le difficoltà economiche, Saharaland rappresenta, e credo non solo per me, un momento incancellabile.

Crediamo che anche gli amici di Peter, quelli che l’hanno conosciuto in altre fasi della sua breve ma intensa vita, potranno respirare un pò di quell’aria sahariana che lui ha amato intensamente e che le questioni burocratiche non anticipate, gli han negato come sua ultima e perenne dimora.

Ma il 21 luglio, alla Camilla, discuteremo di un progetto che un pò gli restituirà il sogno di stare nelle sabbie: il pozzo di Peter! Siamo ormai in dirittura d’arrivo e ne presenteremo le linee essenziali, le fasi e i tempi di realizzazione.

Dateci qui un cenno di conferma della vostra presenza, non solo per prenotare i posti a tavola, ma anche per farci un’idea di quante immagini di Peter potranno proiettarsi in quel cortile, domenica 21 luglio, dalle 12.30 in poi.

Il vostro oste

 

 

 

 

14 pensieri su “21 luglio, stay tuned!

  1. Io ci sarò caro Oste! Non solo per ricordare quella bella domenica in cui venne partorita l’idea di SAHARALAND per mano di Peter, e non solo per il piacere di rivedere amici vicini e lontani, ma anche per creare l’occasione di riavere insieme tutti i suoi amici che l’hanno conosciuto e frequentato nella sua breve ma molto intensa vita.
    La Camilla, luogo del ritrovo, è un bellissimo agriturismo, immerso nella campagna monzese, ai confini di Vimercate, vicinissimo alle più importanti arterie di comunicazione.
    Per chi venisse da lontano, e sprovvisto di navigatore, dall’autostrada A4 l’uscita è Agrate, poi seguendo le indicazioni per la tangenziale Est direzione Lecco-Usmate- Velate uscire a Vimercate Torri-Bianche da qui ci si trova già sulla statale n° 2 in direzione Trezzo-Bergamo.
    Sulla vostra sinistra trovate le indicazioni per il cimitero con due vie di accesso: Via Marinai d’Italia e Via Pellegatta.
    Come ricordava l’oste, il ritrovo è qui per le 11, poi tutti insieme ci dirigeremo all’ Agriturismo.
    Prenotazioni entro il 17 luglio, su questo blog.
    Vi aspettiamo!!!!

  2. Anche io ci sarò e sarà per me un grande piacere ritrovarsi tutti insieme.
    Sarebbe da contattare Gerardo e gli amici che, come me, la sabbia la vedono solo quando vanno al mare.

    A presto!

  3. Eccomi!! purtroppo il 21 non ci sarò in quanto in ferie con la famiglia, ma ci sarò con il pensiero Smile
    sicuramente sarà una giornata ricca di emozioni e divertente tra amici gli amici di Peter!
    cioa

  4. Ciao a tutti, come ho già scritto ad Umberto per il 21 dovrei essere già in ferie ma proprio in questi giorni sto valutando di partire il 24 e quindi di esserci. Però non posso che confermare praticamente all’ultimo. Mi dispiace creare un eventuale disagio per questo.

  5. Buonasera come già avevo anticipato non c’ero Frown e di questo mi sono rammaricato ma la MIA famiglia chiamava e non potevo dividersi con la NOSTRA famiglia. Mentre toglieva i vari meno e scioglievo il fazzoletto mi stavo chiedendo omero fosse andata la giornata. Shock on attesa di un resoconto un cioa a tutti.

    • Ops dita grosse e tastiera piccola con l’aggiunta della scrittura facilitata del smartpone hanno giocato brutti scherzi. Scusate per gli errori. Cioa

  6. carissimo Robi, grazie lo stesso; sapevamo tutti che “c’eri” e lo sapeva anche zio peter, alias presidente.
    Questa mattina sono un pochino preso da un progetto urgente che devo presentare oggi alle 16.00; se al rientro non sarò troppo incacchiato posterò il resoconto di ieri, altrimenti ci dormirò sopra e domattina, promesso, potrai leggerlo. Ma, magari, qualche altro partecipante potrebbe già farlo, anzi, sarebbe utile che raccogliessimo le impressioni poichè, in verità, ieri mica abbiam avuto tanto tempo per discutere…e di piccole-grandi decisioni e proposte ne abbiam prese.
    cioa e buon inizio di vacanze a te e FAMIGLIA.
    l’oste

    • Sono incazzata nera con me stessa per non esser riuscita a venire: guardo in cagnesco la mia coautrice che ha insistito per partire dopo pranzo da Merano, ma in fondo so che e’ anche colpa mia: se avessi insistito un po’ di piu’ la “Merkel” (per il suo carattere malleabile la mia socia viene chiamata cosi’, io invece sono la Grecia perche’ lei mi alza sempre lo spread) sarebbe scesa a piu’ miti consigli. Comunque e’ andata, attendo con ansia la cronaca dell’Osteumbi ma gia’ so che Manuela ha messo fiori per tutti sulla tomba di Peter. Prima o poi dovro’ trovare il coraggio di andare anch’io al cimitero, ma e’ una cosa che mi turba molto per motivi strettamente personali. Detto questo sto tentando di ricordare qualche compleanno giovanile di Peter ma non mi viene in mente niente tranne quello in cui mi sono messa in testa che lui compisse 40 anni. Il Peter 2 era finito burrascosamente qualche anno prima per cui avevo perso le sue tracce e non sapevo proprio dove sbattere la testa. Del resto all’epoca Facebook non esisteva e Internet era una cosa per addetti ai lavori, non certo l’immensa risorsa che e’ oggi per tutti. Insomma ci misi parecchi giorni per rintracciare il suo nuovo numero di telefono tempestando di chiamate il 12. In redazione mi prendevano tutti in giro perche’ passavo l’intervallo di colazione a discutere con gli operatori: “Ho detto Komanns col K e due N, ce ne saranno mica tanti in Brianza che si chiamano cosi. No signorina, la Brianza non e’ un paese, e’ una parte della Lombardia in cui ci sono citta’, cittadine e paesi dove potrebbe vivere il signor Komanns, col K e due N”. Lo trovai pochi minuti prima di saltare sul taxi che mi avrebbe portata all’aeroporto per andare a Parigi e invece di scrivere il numero sull’agenda lo misi nel “citofono” ovvero nel telefonino di servizio che era un gigantesco Swatch. L’ho chiamato dal taxi, non mi ha risposto e allora ho spento il citofono buttandolo in fondo alla borsa. Non ho mai capito come diavolo ha fatto, ma si e’ riacceso da solo e ha continuato a chiamare il Komanns a mia insaputa. Cosi’ mentre mi registravo in albergo dalla mia borsa e’ uscita la ben nota voce incazzata nera che diceva: “Insomma, chi parla? La finisci di rompere si’ o no?” e io contrariamente alla sventurata del Manzoni non risposi. Dopo qualche giorno tornata in Italia ho preso il coraggio a due mani, l’ho chiamato e al suo inconfondibile “Pronto” sparai a raffica un discorso della serie “Forse non ti ricordi piu’ di me e anch’io a dir la verita’ non voglio piu’ avere niente a che fare con te, pero’ compi 40 anni e insomma e’ un compleanno importante per cui volevo almeno farti gli auguri e sapere come stai”. La risposta fu lapidaria: “Sto bene e cosi’ spero di te, grazie degli auguri, sei molto carina a farmeli, ma compio 39 anni. Posso invitarti a cena lo stesso per festeggiare il mio compleanno?” La sventurata rispose e cosi’ comincio’ il Peter 3. Era impallinato con le moto in quel periodo. Progettava rocambolesche avventure sulle due ruote e trovava francamente irritante il mio guardaroba privo di tute da centauro, stivaloni da biker e caschi integrali. “Devi proprio vestirti cosi’?” chiedeva schifato davanti ai miei tubini stretti stretti (pesavo 12 kg meno di oggi) e ai tacchi alti che ho sempre portato con piacere ma che con lui portavo anche per dovere perche’ la mia nonna milanese vedendoci insieme diceva: “Ossignur, te paret la caldarina in man al lattee”. La caldarina per la cronaca e’ il cestino del latte e il lattaio era Peter… Credo di avergli regalato un libro per quel compleanno, ma non ricordo assolutamente il titolo. Ero molto brava a trovare libri che lo affascinavano: una volta riuscii a scovare in Mondadori l’ultima copia di “Giardini di corallo” con le magnifiche foto subacquee di Leni Riefensthal. Ne parlava sempre quando m’insegnava a fare le immersioni: “Se ha imparato quella vecchia pazza nazista a 75 anni suonati, puoi imparare anche tu e non pretendo che tu riesca a fotografare uno pterois volitans nel blu come ha fatto lei”. Alla fine ne ho fotografati due per la classica fortuna del principiante: non li avevo neanche visti, semplicemente avevo agganciato al polso la macchina fotografica senza sicura. Certo la qualita’ delle foto non era neanche lontanamente paragonabile a quelle di Frau Riefensthal come ha ripetuto piccato il Komanns finche’ non gli ho chiuso la bocca trovando quel libro introvabile. Sfogliandolo insieme mi ha insegnato un sacco di cose sul pesce scorpione (lui lo chiamava pterois volitans e io mi adeguo), sui coralli, sulla fotografia, sul docu-film Olimpia girato dall’allora amante di Hitler, Leni Riefenstahl con quelle indimenticabili immagini degli atleti di colore sotto gli occhi furibondi del Furher. Secondo il Komanns a lei non importava un fico secco di lanciare una sfida alla teoria nazista sulla supremazia della razza ariana, semplicemente le piaceva l’effetto plastico dei muscoli sotto la pelle nera. Forse aveva ragione lui infatti dopo la guerra ando’ a vivere in Africa e fece libri meravigliosi come “Gente di Kau” e, appunto, “Giardini di corallo”. Sono contenta che Peter non sia piu’ tornato alle Maldive dopo il maledetto nino che ha sbiancato tutti i coralli. Io ho pianto disperata dentro la maschera quando ho visto quello scempio e la mia passione era solo un pallido riflesso della sua. Con questo vi lascio, abbraccio forte l’Oste, la sua adorabile signora, Manuela, Roberto e Paolone. Non ci saro’ il 7 settembre perche’ quel giorno parto per New York, ma se devo fare o dare qualcosa per il Pozzo di Peter fatemelo per favore sapere: anche se non sembra ormai sto tuned anch’io.

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