Migrazioni

Caro Peter,

chissá cosa avresti scritto se avessi assistito a questa allucinante sequenza legata all’elezione del Presidente della Repubblica.

Di positivo c’è la prossima andata a casa dei notabili PD. Almeno spero…

Ma rimangono ancora troppe ombre e pesanti incertezze sul futuro prossimo del paese poiché da un lato Berlusconi continua ad avere un consenso idolatrico da parte di un pezzo consistente d’italiani che l”hanno aggiunto a sangennaro,  padrepio e fatima.

Dall’altro lato c’è sangrillo che ti ha copiato lo slogan “a casa.tutti.” Solo con motivazioni ed analisi ben lontane dalle tue. Del resto, una comicitá in grado di coinvolgere 9 milioni di persone non può che essere superficiale.

Dell’Africa se ne parla sempre meno e ancor meno se ne viaggia, caro mio, che i soldini li si risparmia perchè di doman non v’e certezza. Io, se va bene, forse a ottobre ci torno a camminare, sì a piedi col dromedario, ma non per risparmiare, ma perchè è tutt’altra musica rispetto ai 6 cilindri. Vuoi mettere solo il silenzio e al massimo il vento e l’ovattato scalpicciare degli zoccoli del quadrupede?

Pensa che Berlusconi aveva proposto agli italiani, nel caso di elezione di Prodi al Quirinale, una migrazione di massa! Immagino la fondazione di “Berlusconia” nei pressi di Hammamet, villette a schiera vista mare, impianti sportivi (milanello 2), nightclub e TV Tunisie 5. Per gli amanti di climi più nordici ci sarebbe “Berluscograd” con piste da sci private e rennodromo (per gli scommettitori). Le cose, per il momento sono diversamente andate e si ha notizia che mentre illo & company resteranno qui, il genero di Ben Alì ha finalmente trovato riparo al sicuro dal mandato di cattura internazionale richiesto dal nuovo governo tunisino. Dove? Alle Seychelles!

E mi viene un accostamento spontaneo. Adesso cerco d’immaginarti come ti descrive Daniela, nel periodo “subacqueo”, quando pinneggiavi in mezzo agli squali ed era certo più sicuro che in certi ambienti nostrani. Seguendo un tuo percorso evoluzionistico, sei passato dallo stadio anfibio a quello terrestre, versione insabbiata e qui avresti voluto dimorare stabilmente; vedremo cosa potremo fare per realizzare almeno parzialmente il tuo desiderio.

Stavo dimenticandomi la più classica delle migrazioni di questo periodo: le rondini! Ancora non pervenute, almeno qui. Sará per questo che non ē ancora primavera.

Alle prossime, presidente! (hai notato che ho riutilizzato lo sgabello dello speaker corner?)

 

5 pensieri su “Migrazioni

  1. Grande Oste,
    ogni tanto vengo qua e mi stringe un nodo alla gola, ma tanto ci torno ugualmente, è l’ unico posto dove posso andare e leggere dello Zio Peter me lo fa sentire ancora lì, presente, sempre attento, a tutto.
    Anni fa mi ha regalato una borsa, la sua borsa, quella della Marlboro Classic fatta a bisaccia stile cow-boy.
    Era venuto da me per lavoro e, guardando quella borsa, gli avevo semplicemente detto che era bellissima e che avrei voluto comperarne una anche io come la sua.

    Mi ha sorriso e mi ha risposto dicendo che, se gli avessi dato una busta di plastica per mettere le sue cose, me l’ avrebbe regalata.

    Credevo scherzasse, ma quando è andato via ha svuotato la sua borsa in una sacca di tela che aveva chiesto alle mie segretarie e mi ha regalato la sua borsa.

    Ora ci ho messo le mie cose più care e ogni tanto la apro, ci guardo dentro e la prendo in mano.

    Altre volte non riesco a farlo, il nodo alla gola mi prende prima.

    Ti voglio bene Zio Peter.

    • eh sì, era generoso; al di là delle cose, sapeva donarci la cosa più preziosa, secondo me: la sua intelligenza e la conoscenza smisurata. Se è vero che sapere è potere, lui non aveva paura a spogliarsene e distribuirlo. Oggi ho fatto un giro tra i suoi scritti…mi sa che dovremo pensare seriamente a radunarli prima che un black out li faccia sparire per sempre.
      Vieni quando puoi qui al bar, siam rimasti pochi ma buoni (o no?).
      Non ho fatto in tempo a farmi spiegare da Peter come si fa a mettere delle foto, come si faceva nel vecchio sito…peccato perchè ho una serie di nuove etichette di vini che ti sarebbero piaciute. E senza tema di ubriacarsi Beauty Heh

      • Ciao Osteumbi e ciao a tutti voi viandanti dei deserti. Sono appena tornata da Londra, citta’ che adoro e che purtroppo non conosco bene quanto Parigi e New York dove passo per lavoro rispettivamente 40 e 20 giorni l’anno. Vabbe’, durante il volo di andata ho letto un articolo su uno scrittore di gialli che si firmava Trevanian e che era una grande passione di Peter insieme con il suo adorato Nero Wolfe. Mi ha fatto leggere alcuni dei suoi libri: Il castigo dell’Eiger, Il castigo del cavallo di bronzo, Il ritorno delle gru. Grazie a questi libri abbiamo scoperto insieme il gioco del Go, una tortura giapponese che a detta di Trevanian “sta al gioco degli scacchi come la filosofia di Hegel sta alla partita doppia di un ragioniere”. Possiedo ancora una tavola da Go con le classiche pedine bianche e nere, ma non saprei giocare neanche se ne andasse della mia vita: ecco una delle tante cose perdute con la giovinezza (di cui mi frega il giusto) e il Peter 1 (che mi e’ mancato enormemente fino al Peter 2 e adesso non parliamone neppure). Sull’articolo ho scoperto che questo affascinante autore in realta’ si chiamava Rodney William Whitaker, che ha scritto in tutto otto libri tra il 1972 e il 2005 (oltre ai titoli citati ci sono: Shibumi, L’etica dell’assassino perfetto, L’estate di Katya, Incidente a Twenty-Mile) e che il grande noirista Don Wislow ha scritto un sequel de Il ritorno delle gru intitolato Satori. Quest’ultimo e’ pubblicato da Bompiani che ha acquistato i diritti di ripubblicazione delle opere di Trevanian. Sono imbufalita perche’ la libreria della Bocconi e’ chiusa fino a lunedi’, volevo passare il fine settimana a leggere. Perche’ vi ho raccontato tutto questo? Perche’ penso che se fosse vivo l’avrebbe fatto lui: andava pazzo per il personaggio principale che si chiama Jonathan Hemlock ed e’ piu’ figo di qualunque agente segreto, fosse pure il mio adorato 007 su cui ho scritto una tesina all’universita’. E poi e’ meno deprimente parlare di libri che dell’attuale situazione politica italiana. Nell’88 Peter un giorno mi disse che avremmo dovuto andare a vivere in Nuova Zelanda. Io cominciavo a far carriera nella moda e questo oltre al pensiero di abbandonare gli amici, la casa e i miei genitori mi fece dire: “Cosa potrei fare io li’, il Vogue delle pecore?”. Oggi partirei subito se avessi vent’anni meno e tutto il resto. Vabbe’, alla prossima

        Daniela

        PS Peter con una bisaccia da cowboy firmata Marlboro Classic??? Santi numi, non lo riconosco piu’. Invece ricordo bene la sua burbera generosita’: nessuno sapeva fare i regali come lui. In tanti anni ne ha sbagliato uno solo, quello per i miei trent’anni. Mi ha regalato un jacket per le immersioni. A Natale (20 giorni prima) mi aveva regalato un orologio supertecnologico da sub, talmente complicato che lui stesso si ritrovo’ a combattere una fiera battaglia con il sonar che si azionava a tutte le ore del giorno e della notte. Insomma avrei voluto qualcosa di piu’ luccicante e meno sportivo, una cosa – come diceva lui – da bimbine.

  2. Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
    Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
    lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
    scendono all’Adriatico selvaggio
    che verde è come i pascoli dei monti.

    Han bevuto profondamente ai fonti
    alpestri, che sapor d’acqua natia
    rimanga né cuori esuli a conforto,
    che lungo illuda la lor sete in via.
    Rinnovato hanno verga d’avellano.

    E vanno pel tratturo antico al piano,
    quasi per un erbal fiume silente,
    su le vestigia degli antichi padri.
    O voce di colui che primamente
    conosce il tremolar della marina!

    Ora lungh’esso il litoral cammina
    La greggia. Senza mutamento è l’aria.
    Il sole imbionda sì la viva lana
    che quasi dalla sabbia non divaria.
    Isciacquio, calpestio, dolci romori.

    Ah perché non son io cò miei pastori?

    Leggendo il titolo e poi i testi di questo post mi è tornata alla mente questa paesia di D’Annunzio che avevo studiato alle medie ……… qualche anno fa!!
    Alcune volte anch’io ho pensato o forse sognato di migrare, di trasferirmi altrove …….. c’è stato il periodo olandese, seguito da quello londinese e per terminare con quello australiano. La voglia di fuggire era tanta ma poi la paura di lasciare tutto ha avuto il sopravvento ed eccomi qui nell’oasi a vedere passare gli amici che vanno ad imbarcarsi in quel di Genova. Sigh ….. Sigh …. tante volte mi sono promesso e ripromesso di andar via con loro ma poi ……… non se ne è fatto mi nulla!
    Oste un prosecco dei migliori per brindare alle prossime partenze ………. di chi?
    A CASA TUTTI, TUTTI A CASA!!
    prosit

  3. Beh, se va avanti così dovremo chiedere il permesso a “zio” peter come lo chiama ike per mutare la “mission” del cafè! Da luogo di sogni, progetti, incontri di viaggiatori sahariani a “cafè letterario”…ma forse no, forse possiamo ancora mantenere la nostra ubicazione immaginaria perchè, nonostante la rarefazione dei viaggi veri, leggere era e sarà sempre il prologo necessario, la benzina per la mente di ogni vero viaggiatore.
    Ringrazio, quindi, Daniela, per un altro dei suoi preziosi ricordi di quel Peter che tutti noi sapevamo lettore di gialli e incrdibile scopritore di autori ai più sconosciuti.
    E grazie a Robi il farmacous, che ci rammenta classicamente la sua e nostra natura di nomadi; lui, anche se piuttosto insabbiato in quell’oasi di ponte e di vico, c’è sempre nei nostri viaggi. A volte perchè rifocillatore di un ultimo pantagruelico pranzo a chi, per settimane, sarà scatolette-dipendente e li saluta sulla soglia, semibrilli, sapendoli inebriati da quella coppa silvio che diventa ulteriore incentivo a prossime partenze. Di una cosa dovrà prima o poi prender atto: che non si può esser sempre spettatori! E questo vale anche per te, Daniela, perchè sarebbe emozionante ripercorrere qualche tratto di quelle piste che peter amava definitivamente. Non credo, infatti che avrebbe potuto esistere un peter 4 in altro ambiente se non in quello eremico. Un pezzo facile, quello tunisino, dove aveva pensato intensamente a trasferircisi; vedere Douz, anche dal Mouradi, l’hotel dove lui andava, in contrasto con noi che gli preferivamo il 20 Mars, non per il costo, ma per quella forma un pò snob che ci prende e ci fa venir voglia di mimetismo …lui, no. Lui rigorosamente hotel 5 stelle, con gli agi e le lucine…in questo rimaneva autenticamente l’occidentale che non si nasconde. Anche se poi, una volta nel deserto, sapeva essere più sobrio ed essenziale di molti di noi.
    Comprendo l’imbarazzo della scelta di quali scarpe, …faremo eccezione e te ne lasceremo portare tre paia Grin E anche dimorare al Mouradi, ci mancherebbe!

    Il prosecco è sempre in frigo, anche in camper, caro robi, nel nuovo tra l’altro ce l’ho anche più grande (150 l.) e son sempre pronto a fare prosit, anche ora che questo governo neo-democristiano promette pacificazione e buone intenzioni, io resto fedele al motto presidenziale “A casa. Tutti”. Non per stolida e cocciuta presa di posizione o per omaggio all’amico peter. Ma l’urgenza di dare un governo al paese non poteva portare a questa soluzione. Non condivido la giustificazione di Napolitano dell'”unico governo possibile”; nè la sua scelta di Letta. Il polpettone non mi piace, preferisco gusti distinti. Ormai ce l’abbiamo e dobbiamo farcelo bastare; ma il meno a lungo possibile. Già le prossime elezioni europee del 2014 potrebbero essere il limite sempre che riescano a combinare qualcosa di riformistico: per il lavoro (esodati, giovani), per una legge elettorale che affossi il porcellum, per un fisco meno viscoso (come ci avrebbe ricordato zio peter) Grin e già mi sembrerebbe sufficiente per rimettere di nuovo in gioco palazzo Chigi, liberato dall’ombra berlusconiana, oggi ancora più pesante e soffocante, perchè assume la sua vera natura: di chi trama dietro le quinte e tira i fili dei burattini con una mano e con l’altra tien sospesa la spada che potrebbe a sua convenienza far finire questo inciucio (parola divenuta tabù, per ordine del rinnovato PdR).
    Mala tempora currunt, perchè l’opposizione oscilla tra il comico genovese e le correnti inconciliabili di sinistra e la ragione ridotta alla resa dall’urgenza. Altrimenti ben altre pistole potrebbero comparire in una nuova stagione dell’orrore.

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