7 aprile…

All’Ortaglia un piatto nuovo: finocchi al vapore avvolti da una fetta di speck. E anche le zucchine che piacevano a Peter ma le ultime due volte non c’erano, con suo disappunto…questa volta non c’era lui…con il nostro dispiacere…e c’era anche la polenta calda col formaggio verde fuso, altro piatto da lui amato . Germano, l’agrituristico, non era stato informato della dipartita di Peter e l’abbiam visto tutti coi lucciconi. Grazie; abbiamo aperto con un “prosit” alle bollicine.

Non è stato facile tornare nel luogo che era diventato il “centro” dei nostri incontri, un pò per svagarsi e un pò per progettare nuovi viaggi. Non gli si poteva dir di no e poi perchè privarsi di questi momenti di rilassamento mentale, con un Peter enciclopedico, uno con cui potevi intavolare qualsiasi argomento  sicuro che non sarebbe caduto nel vuoto e tornavi a casa più imparato?Grin

Abbiamo potuto incontrare Daniela, una persona che ha conosciuto bene Peter, che gli ha voluto bene e che ci ha ampliato la conoscenza specialmente riguardo un periodo pre-sahariano. Daniela ha scritto qualcosa a riguardo e lo potete leggere a commento di un altro post. Piano piano forse avremo un ritratto più grande, ma tanto, piccolo o grandissimo, per me e posso dire per noi di Saharaland (anche per il dissociato Robi farmacouscous) poco cambia. resterà il nostro unico Presidente, umanissimo e dal carattere quasi impossibile, ma solo per i poveri di spirito, per coloro che non riescono a scoprire i tesori più grandi, che di solito se ne stanno nascosti in profondità. Ci volevano dei cercatori d’oro, testardi e caparbi per trovare Peter. Chi ci ha provato è stato ricambiato da prove di amicizia superiori ai momenti di scazzo, dalla vicinanza di un omone gigantesco, ma visto da vicino, più simile ad un fanciullone ipercresciuto e che sapeva stupirti con parole gradevolissime che poi faticavi a digerire quelle che se lo trovavi nei momenti in cui era assorto dal lavoro da consegnare al cliente  per …subito, ti seppellivano di guano.

Abbiamo proseguito la discussione sulle possibili iniziative  da prendere per ricordarlo in quel mondo fatto di sabbia, nel quale siam certi avrebbe voluto far disperdere le sue ceneri, ma la sua dimenticanza di lasciare un testamento (almeno fin quando non saremo in grado di entrare tra le sue carte) lo ha impedito. Adesso abbiamo due alternative, dai differenti significati: una più “sociale-umanitaria” di intitolargli un pozzo in una regione arida, l’altra più “utile” a noi amici, di realizzare un pozzo o un altro manufatto simbolico ( i cervelli creativi stanno pensando) in Tunisia, nei paraggi di Douz, dove ultimamente pensava anche di prender temporaneamente casa e dove noi amici potremmo organizzare dei momenti di incontro periodico (biennale? triennale?), piantando il campo e organizzando un couscous di commemorazione. Le due ipotesi non necessariamente si escludono … dipenderà dal budget che racimoleremo…ma qualcosa si farà. Giuro.

Al ritorno verso Treviso ricordavo gli altri rientri dai pranzi con Peter, e ho riconosciuto l’esperienza del  vuoto, la mancanza di un AMICO.

 

 

 

2 pensieri su “7 aprile…

  1. caro anzi carissimo osteumbi
    come hai anzi abbiamo potuto scordare il nuovo amico?
    sicuramente avremo offeso anzi saremo accusati di lesa maestà, ci siamo dimenticati del fido PARDO (o PRADO) ………….
    sarà un caso o sarà sempre la divina provvidenza ma anche lui è tedesco!!
    ma questi “crucchi” hanno un bel fiuto e sanno ben mangiare, infatti anche lui ha potuto assaggiare l’ottima tagliata dell’omino dagli occhi lucidi Frown
    cioa
    Farmacouscous

    • Si chiama Pardo perche’ c’era gia’ il leopardo, sul gattopardo han scritto un gran bel libro, mancava giusto un cane-pardo. Il vostro Presidente lo giudico’ un nome accettabile a differenza di quello dei suoi due predecessori: Shatzy che vuol dire tesoro in tedesco e Grishka che sta per Gregorio in russo. Con il primo Peter ha avuto un rapporto molto conflittuale: sosteneva che si succhiava i denti di notte solo per tormentarlo. Non ha mai conosciuto Grishka ma l’avrebbe adorato: il cane piu’ testardo, intelligente e divertente che sia mai esistito. Lui da ragazzo aveva avuto un cocker e non capiva la mia passione per i bassotti. Le cose sono precipitate quando Shatzy ebbe la pessima idea di far pipi’ sulla sua borsa da sub appena preparata. “L’ha fatto apposta” sosteneva infuriato il Komanns mentre io tentavo di fargli capire che l’animale non ce l’aveva con lui in particolare, ma con le nostre vacanze al mare che lo escludevano di default. Nel Peter 1 ho avuto modo di scoprire quanto amore e rispetto portava per tutti gli animali del mondo. L’ho visto uscire come un’orca assassina dall’acqua dietro a due idioti che avevano catturato due pesci coloratissimi e quindi non commestibili sotta allo scoglio del Bue Marino a Pantelleria. Fu una scena da film perche’ lui aveva addosso la muta, le bombole, la cintura dei pesi, il giubbotto d’assetto variabile (confidenzialmente chiamato GAV), profondimetri e ammenicoli vari di cui non ho mai capito la funzione, i guanti per attaccarsi agli scogli, il coltello da sub al polpaccio. Scalcio’ via le pinne che erano come due tavole da windsuf da bambino (per averle della sua misura bisognava ordinarle in un negozio di via Ripamonti che si chiama Sportissimo dove gli procuravano anche le mute e i centomila puttanismi elettronici con cui giocava sott’acqua) e letteralmente ruggi’ una serie d’improperi contro i due che se la diedero a gambe. Fu una scena esilarante perche’ il Komanns si giro’ esterrefatto verso di me chiedendo: “Ma dove vanno questi c…oni?”. E quando io risposi “Scappano, hanno paura di te” lui serissimo rispose “Non vedo perche'”. Due giorni dopo lo imitai saltando alla gola di una coppietta d’idioti che si divertiva a inseguire dei fragilissimi pesci farfalla col retino (per prenderli ci vuol altro, ma il rischio di farli a pezzi e’ molto alto) gridando come ossessi in una baia incantata. Purtroppo io non riuscivo a reggermi in piedi con tutta l’attrezzatura addosso, cosi’ appena uscita dall’acqua mi tolsi tutto tranne la muta e il coltello da sub. Le mie grida furono soverchiate da quelle del Komanns infuriato come un puma perche’ il mucchietto delle mie cose buttate seccamente sullo scoglio era finito sull’unico pezzo di madrepora morta (e quindi raccoglibile) che avevamo trovato nel corso dell’immersione mattutina. Fu un bruttissimo momento. Alla prossima

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