Così, tanto per riannodare i fili…

primavera è ormai alle porte, anche se bussa con pioggia, vento e freddo, ma, inesorabile, arriverà! Chi non ci sarà, invece, sappiamo chi è…

Ma alcuni amici han deciso di riannodare i fili dell’amicizia, perchè sappiamo che il primo promotore sarebbe stato lui.

Mi par di sentire all’altro capo del telefono la sua inconfondibile voce che mi provoca “allora, presidente, quando ci troviamo dall’omino? E’ primavera, dobbiamo festeggiare!”

E così, con Roberto che spalleggiato da Manuela ha già prenotato per un tot di posti, domenica 7 aprile, saremo seduti a tavola all’agriturismo “All’Ortaglia”, sotto la torre di S. Martino. Ritrovo prima di mezzogiorno per aperitivi e solite schermaglie, poi tortelli e le altre cose buone…

Come “oste” mica potrei fare un torto all’amico Peter e men che meno a Paolone, Sandra e Sergio che han già assicurato che ci saranno.

L’invito è aperto a tutti quelli che han conosciuto Peter, anche solo di sfioro. O solo attraverso il blog…

Basta dircelo un pò prima per via dei posti a tavola, rispondendo a questo post; speriamo che qualche nuovo amico si aggiunga a noi. Big Smile

8 pensieri su “Così, tanto per riannodare i fili…

  1. Cioa Oste, Peter non avrebbe mai detto “allora, presidente, quando ci troviamo dall’omino? E’ primavera, dobbiamo festeggiare!” ma con voce ironica e sorniona avrebbe ordinato ” il tal giorno ci vediamo dal’omino prenota il solito tavolo!” Poi iniziava la lunga trafila della mediazione e del incrocio delle varie agende fino a trovare una data giusta.
    Che bei tempi.
    Ciao

    • Cool vero! Ho modificato la cosa per darmi delle arie, come se avessi un certo potere Grin però una volta dev’essere successo e ricordo quella. Del resto se la nostra cooperativa è rimasta in piedi, nonostante le progressive uscite ( e la tua é stata la meno traumatica ma anche meno comprensibile -poi te lo spiego) ciò è dovuto al rigore e alla fermezza di chi più di tutti noi credeva nel progetto e non esitava anche ad usare la fermezza e il comando, prerogative di leadership che gli riconoscevamo anche nei mugugni e nelle opposizioni.
      Proprio bei tempi.!

  2. PRESENTE e con il groppo in gola!
    C’ero anch’io questo pomeriggio all’Ortaglia ed è stato bello ritrovarsi tra vecchi, nuovi e nuovissimi amici anche se tutto era velato da una leggera malinconia.
    Ma tra un antipasto ed una tagliata di cavallo spettacolare abbiamo ricordato i vecchi tempi, scoperti alcuni lati oscuri e buttato le basi per nuovi progetti, ma soprattutto per “ilqualcosa” per ricordare Peter.
    Nel uscire l’omino, con gli occhi lucidi, ha messo in mano mia e dell’osteumbi una delle sue bottiglie in ricordo del Presidente, mi sono commosso!
    cioa

  3. Mi associo alle parole di Roberto, bellissima giornata, tutta improntata nel ricordo di Peter e nelle discussioni di progetti futuri nei quali lui era maestro.
    La tristezza si faceva sentire vedendo il posto a capotavola vuoto, ma per i racconti degli amici lo sentivamo presente nei nostri cuori.
    Tra i tanti progetti in cantiere uno certo sarà quello di ricordare Peter nel giorno del suo compleanno e cioè il 19 luglio prossimo, ma cadendo di venerdì giorno scomodo per tanti, lo faremo coincidere con domenica 21 luglio.
    Pertanto , chi desidera partecipare, si tenga libero per quel giorno.
    La località è ancora da stabilire e non mancheremo di informare attraverso questo blog.

    • Buongiorno a tutti e grazie, davvero grazie di cuore per avermi accolta cosi’ nel cerchio magico di Saharaland. Come ho scritto stamattina a Manuela in risposta alla sua mail con le ultime foto di Peter, per me ieri e’ stato bellissimo. Come persona che ha voluto molto bene al Komanns e’ stato bello capire che non era del tutto solo, anzi: negli ultimi 15 anni della sua vita, i piu’ difficili, aveva trovato una vera e propria famiglia in alcuni di voi. Poi mi hanno incantata le vostre storie sul deserto, mi piacerebbe prima o poi provare a vedere se riesco ad affrontare quel tipo di vacanza cosi’ lontano dalla mia vacanza-tipo. Se fossi andata anch’io in Mongolia, forse Silvana non avrebbe potuto lamentarsi delle valige che le cadevano sulla testa a ogni frenata perche’ Peter non le aveva legate a dovere: un colpo del mio beauty case l’avrebbe stesa e non parliamo della borsa delle scarpe visto che ne possiedo 765 paia e faccio una gran fatica a decidere quali portare con me in vacanza… Certo la prospettiva di ascoltare il canto delle dune, di trovare una folgorite, una rosa del deserto, oppure lo zaino perso da un soldato inglese nel 1943 o, ancora, di vedere il raggio-verde potrebbe anche cambiare le mie prospettive da modaiola in vacanza. In fondo sono riuscita a farmi il bagno e a drappeggiarmi uno scialle a mo’ di gonna da sera perfino in cima al Vatnajkoul, vulcano attivo con sopra 400 kmq di neve (la piu’ grande glaciazione fuori dal PAC) nel bel mezzo dell’Islanda…. Insomma, non poniamo limiti alla divina provvidenza. Intanto e’ stato bello trovarci li’ dall’omino e sentire che abbiamo qualcosa di grosso in comune. Mi piace pensare che qualcuno dalle regioni spirituali della pace abbia annodato almeno questo filo. Ce ne sono tanti altri che val la pena di annodare: Matteo, Tano, Gerardo e sua moglie, Carlo Oldrini e, naturalmente, Stefano Vallese. Gli altri li conoscete voi e sono certa che li saprete tirar fuori al momento opportuno. In fondo non stiamo facendo un remake de Il grande freddo e se anche fosse direi che era un bellissimo film che lanciava un messaggio da non sottovalutare. Edgar Lee Masters ha scritto un libro epocale sulla necessita’ di non far morire la voce dei morti. A Peter piaceva molto l’Antologia di Spoon River. Come gli piaceva il primo Pino Daniele e andava matto per i virtuosismi alla chitarra di Jimi Hendrix. Non capiva fino in fondo la mia passione per i Rolling Stones (diceva che musicalmente sono meglio i Beatles e questa e’ anche la teoria di Morgan che ha tanti difetti ma di musica ci capisce parecchio) e detestava il genere melodico senza se e senza ma. Nell’estate del 1980 ascoltava di continuo una cassetta dei Doobie Brothers alternandola con gli Squallor per cui aveva un’insensata passione. Fu motivo di grandi risse verbali. Perche’ con lui su certe cose non si poteva discutere. Quando gli dissi che la mia canzone preferita era (ed e’, giusto per la cronaca) Stairway to heaven dei Led Zeppelin, la sua risporta lapidaria fu: “Bleaaahhh, roba sdolcinata da bimbine”. Alla prossima.
      Daniela

  4. E come no! Sugli Squallor ci ho questionato anch’io! ma come si fa, sono inascoltabili. E allora la volta dopo mi ritrovo tra le mani un loro CD (pirata) che ho dovuto giurare avrei ascoltato: c’era tutta la produzione,…una tortura. Alla fine ho ribadito la mia opinione ribeccandomi un giudizio di incompetenza musicale, a suo dire molto strano in uno in cui riponeva grande stima. Ma si vede che non era poi gravissimo non sposare i suoi gusti musicali. Condividevamo almeno Fabrizio De Andrè e Gaber e questo pareggiava.
    Led Zeppelin e la tua canzone preferita la sto ascoltando giusto ora, per aiutarmi a scrivere questa cosa qui, 8 minuti di pelle d’oca.
    Io da piccolo ero per i Beatles, ricordo come fosse ora la prima volta che ascoltai Please please me, da un juke box in un bar, domenica mattina con un prosecco in mano che mi dava un’aria vissuta e mi sentii in un altro mondo e decisi che occorreva cambiare qualcosa, a cominciare dai vestiti…poi arrivai a pensare alla Sociologia, ma dovetti aspettare ancora qualche annetto per uscire dalle superiori.
    I Rolling Stones erano ancora troppo hard per la mia vena romantico (non si direrbbe?) volontaristica. Pensavo che il prossimo fosse il centro, il fine esistenziale…non ho cambiato idea, solo mezzi….E i Rolling che c’entrano?
    Ah sì, mi parlò anche di quei Doobie Brothers ma di fronte alla mia espressione idiota dovette pensare che forse non valeva la penna sprecare altro tempo con un soggetto musicalmente irrecuperabile.

    Tornando a domenica, ogni tanto riguardo quella foto di Peter che sta attorniato dalle danzatrici esotiche e mi sorprendo: non era argomento di discussione quello delle donne, al punto che spesso avevo mal-pensato, attribuendogli una sotterranea vena misogina (nei fatti smentita dalla delicatezza dei suoi comportamenti in loro presenza) e pian piano emerge un altro peter, quello che Daniela suddivide in peter 1-2 e 3.
    Per quest’ultimo genere la invito volentieri ad esplorare la dimensione sabbiosa con noi, prossimamente, avvertendola che siamo di un genere molto minimalista, un genere in confronto al quale la decrescita felice è un universo lussuoso, però mica si muore, anzi, si capisce il valore dell’essenziale che, come si sa, è invisibile agli occhi anche se piccoli dettagli, come un prosecco che spunta dalla cassa viveri, trasforma di colpo il deserto…ma non c’è bis! Cool
    E la difficoltà sara quella di decidere quell’unico paio di scarpe (che forse non hai) da portati dietro, oltre alle ciabattine.
    Grazie a Paolone, commensale insostituibile, a Sandra, adesso pronta a seguirci senza impegni nelle prossime passeggiate; e Sergio, copilota della Lizzy, spalla paziente e arguta del presidente, occorre assicurargli un altro sedile da cui sgranare foto a raffica.
    Non ho (ancora) citato il reparto farmaceutico: Manu e Robi, ma loro sanno quanto ci tenga e quanto contino…spesso si cade nel distacco proprio verso i più vicini, dando per acquisita una volta per tutte la condizione relazionale…capita anche nei rapporti col partner e si finisce col provocare dei polveroni. Rimediato?
    bene, adesso non resta che proseguire nel progetto del “pozzo di peter” e tener su l’attenzione verso la prossima raccolta degli amici, il 21 luglio.
    Alle prossime.

  5. Così, tanto per riannodare i fili…
    Mai titolo fu più appropriato!
    Infatti andando a rileggere i vari “post” scopro fili che ci uniscono e che ci legano tra di noi, cose del passato mai raccontato che ci affratellano.
    Non da ultimo Daniela, apparsa così all’improvviso e che ci ha svelato lati oscuri del burbero Peter, e che domenica ė diventato pure un vino Razz frizzante.
    Si può chiamare destino o provvidenza divina ma il risultato non cambia e va conservato.
    Buonanotte
    Roberto alias Farmcocus

  6. Un’altro week-end alle porte, ci hanno promesso bel tempo, mah…voglio crederci. Di questo inverno siamo davvero stanchi, ci meritiamo davvero qualche bella giornata di tiepido sole.
    Chi spolvera bici, gonfia le gomme, riempie lo zaino con merende varie, una buona lettura e poi via alla (ri)scoperta di parchi o prati dove rilassarsi e respirare aria di primavera (e chi se la ricorda più).Ma mi raccomando (dove esiste) usare sempre la pista ciclabile, purtroppo ancora sconosciuta ai più, che nonostante l’abbiano a fianco, insistono a percorrere la caotica e pericolosa statale.
    Finalmente perdersi con il naso all’insù alla ricerca delle rondini , che ogni anno che passa diventano sempre più rare( non sarà che qualcuno a Roma le fa pagare una specie di pedaggio????, si sa mai…).
    Ecco questo è il fine settimana che immagino da tempo, ce la farò?

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