2 mesi…

Con oggi sono trascorsi 60 giorni dalla scomparsa del nostro amico e presidente PETER!

Come al solito i cerchi del ricordo si diradano sempre più lentamente sulla superficie stagnante di questo nostro piccolo mondo. Ognuno riassorbito dai propri problemi e dagli eventi economici e politici che agitano questo povero paese. E chissà come avrebbe commentato Peter il risultato di colui che ha “usurpato” il suo ben noto grido “A casa. Tutti”. Non so se si sarebbe complimentato o, spiazzandoci come al solito, avrebbe ribadito che la cosa valeva anche per i cinquestellati!

Certo è che a me mancano i suoi scritti, le sue telefonate, le sfuriate, le bevute assieme; il vero banco di prova di un’amicizia è ciò che si prova nell’assenza della persona. In molti casi non si prova nulla, si possono continuare a frequentare luoghi e persone senza sentire un vuoto, una spina nello stomaco. A me, che son ripassato recentemente davanti alla torre di S. Martino, dove all’ombra della stessa c’è l’Ortaglia, è venuto l’impulso di accelerare e contemporaneamente un dolore quasi fisico…chissà se riuscirò davvero a tornare a sedermi a quel tavolo che ci veniva spesso riservato…

E leggendo dei nuovi scontri in Libia di questi giorni, non potevo non ricordare l’ultimo viaggio con lui, in quel fine 2010-inizio 2011, in cui siamo stati coinvolti lievemente dalla rivoluzione dei gelsomini…è stato un viaggio duro, con un Peter difficile da gestire, per le sue abitudini esistenziali che, bonariamente, definivo da “paguro bernardo” tale era la simbiosi con la Lizzy, giorno e notte. Un rapporto “oltre”, ben più intenso che tra uomo e macchina. Per quella anarchia che caratterizzava la sua gestione del tempo, l’irrilevanza tra giorno e notte, le decisioni agli antipodi di quelle che ci si aspetterebbe da un “programmatore” ferreo quale il mestiere suo imporrebbe.

Ricordo, ad esempio, la sua sparizione mentre eravamo intenti a visitare un antico villaggio nella zona di Tataouine. Con poca benzina nella Lizzy, da solo e senza nemmeno comunicarcelo, decise di tagliare per CAP 270°. Risultato: fine della benza tra le dunette tipiche della zona e intervento di Hedj per recuperarlo (chissà come!) nei dintorni di Ksar Ghilane. E una volta a Douz, lui, come se niente fosse, a scherzarci su davanti a noi che eravamo invece un pochino incazzati…ma poi ci passava, a questa come a molte altre, perchè a Peter non si poteva non voler bene. Forse non tutti la pensano così, anche tra chi lo ha frequentato spesso e questo è normale, mica lo pretendo …certo che, averne, comunque, di “nemici” di questa fatta. L’intelligenza è una risorsa anche nella differenza, anche nella distanza e dio mi scampi da amici bugiardi e inconsistenti.

Caro amico ti scrivo… nel giorno (altra coincidenza) in cui si ricorda Lucio Dalla: non so se fosse tra i tuoi preferiti, di sicuro c’erano Fabrizio De Andrè, gli Squallor, Elio e le storie tese…chiedo se qualche altro amico ne sapesse di più sui suoi musicisti preferiti; mi piacerebbe che chi l’ha conosciuto da “piccolo”, nel suo periodo napoletano, in quello della prima emigrazione lombarda, mi raccontasse, ci raccontasse, qualche episodio, perchè mi rendo conto che non so molto di lui, la sua vita privata era davvero molto privata. Non chiedo intimità, mi basterebbero racconti dei viaggi che non ho fatto con lui…mi piacerebbe, per esempio, conoscere qualcosa di quando faceva immersioni subacquee, in mari esotici o anche nostrani…qualcosa che potesse colmare quello che non potrò più avere direttamente da lui: racconti e storie che erano le cose che riempivano davvero la nostra amicizia.

Un pensiero su “2 mesi…

  1. Mi unisco anch’io al ricordo del ” grande ” Peter.
    Purtroppo non ho fatto viaggi con lui, ricordo invece l’inizio della nostra conoscenza nel dicembre del 2004 in occasione del “Capodanno nelle dune”. Il raduno in Tunisia ,di circa 30/40 auto per festeggiare insieme l’inizio del nuovo anno, in una radura poco distante dal campeggio di Ksar Ghilane, con amici provenienti da tutt’ Italia. Lo scopo era quello di conoscersi finalmente di persona fra tutti coloro che invece si “conoscevano” solo tramite web, con la frequentazione di vari siti (Sahara.it, Africaland e Roverworld).
    Capodanno un pò sfortunato metereologicamente (antipatica pioggerellina autunnale) mega pentolone di polenta e altrettanto mega pentolone di lenticchie, non vi dico i fiumi di prosecco, barbera ecc ecc, con gli amici che a turno si alternavano con gli ombrelli per evitare che le cibarie venissero annacquate.
    Ma a parte questo particolare, resta la condivisione di tante persone per una passione comune.
    Peter era con la sua Lizzy (l’originale) a capo del gruppo di Roverworld.
    Ora che Peter non c’è più, il ricordo di quell’evento, già di per se memorabile, sarà ancor di più unico e irripetibile.

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