Come va, 4 Novembre

Questo nostro tempo si fa ogni giorno più caotico, incalzante: i problemi di tanti sono sempre più problemi di tutti mentre le soluzioni ai problemi sono diventate merce sempre più rara insieme a coloro che i problemi sono capaci di risolverli.

La politica, l’arte di governare, in salsa italiana è messa in pratica da persone che si rivelano sempre più distanti dal comune pensiero: non a caso il vocabolo populismo, in tutte le salse, è la parola che si sente e si legge più spesso. Quando non si sa più cosa dire o come rispondere l’avversario è affetto da populismo e questo pone fine ad ogni confronto, intendendo il vocabolo come una sorta di caratteristica squalificante, un insulto degradante.
Siamo tutti i momenti sballottati da gente non eletta dal popolo ma dalle proprie organizzazioni che ci dice cosa dobbiamo o non dobbiamo fare o credere o pensare avvertendoci che comportarsi diversamente può causare grossi, grossissimi guai.
Noi siamo il popolo, quello che deve pagare tutte le tasse se no non si becca i servizi, non lo curano e non manda i figli a scuola ( Avete presente lo spot della presidenza del consiglio ? Provate a guardarlo bene… ) o al massimo lo curano poco e mancano i banchi e la lavagna, siamo quelli che se non pagano le tasse sono parassiti della società, siamo quelli che si lamentano ma in fondo approvano il governo mentre disapprovano i politici, siamo quelli che hanno sempre alle spalle un funzionario di banca, strategicamente posizionato per procedere ad un rapporto omosessuale e che si vanta di questo ( Spot di Banca Intesa ), siamo quelli che tanto non protestano mai veramente e che quindi si possono mungere come meglio si crede, dalla benzina alle sigarette ai sussidi per l’accompagnamento dei disabili all’IMU sulle case distrutte dal terremoto: qualunque azione degradante e umiliante è permessa nei nostri confronti, qualsiasi menzogna ci venga detta va sempre bene anche se la scoprono, tanto il popolo bue non reagisce.

E tutto questo ad un cittadino qualsiasi che non partecipa al grande banchetto delle sottrazioni dei fondi pubblici fa sempre più schifo: la lettura dei quotidiani ormai non causa più niente di speciale. Ogni giorno si scoprono nuovi raggiri, nuovi furti, nuovi sorprusi, si scopre il disprezzo supremo che chi ha un minimo di potere ha verso chi il potere non l’ha, ogni fantasia possibile dura in genere pochi giorni perché la stampa ci comunicherà prima o poi che la nostra fantasia è stata superata dalla realtà.

Il Circo dei politici è ormai diffuso a livello mondiale: qui da noi, e in generale nel mondo occidentale, è il danaro al centro della pista; altrove è il potere, come purtroppo stanno verificando i popoli protagonisti della cosiddetta primavera araba.
In Italia i nostri politici si comportano facendo finta di niente o dando la copla alla mafia: l’ultima, incredibile, rivelazione è che il 53% dei siciliani è mafioso e il  fatto che non sia andato a votare è frutto di un ordine della cupola. Parola di pentito in galera dal 1994: cioè qualcuno crede che un mafioso che non ha contatti con la famiglia da 18 anni sia perfettamente al corrente di quello che accade nell’isola…
I politici standard sono impegnati nell’ennesima battaglia per impadronirsi delle leve del potere con maggiori disponibilità di danaro: le elezioni delle regioni Lazio e Lombardia guidano le danze: PD, PDL, Lega Nord e cespugli vari di centro e sinistra battagliano sulle candidature alla carica di governatore senza nemmeno porsi il problema di cosa ne pensa il popolo: evidentemente è un aspetto secondario della loro attività; altro fronte è quello del parlamento, ridotto a una massa di frenatori tutti intenti a non emettere la nuova legislazione sulle modalità di svolgimento delle elezioni, quella sulla riduzione dei costi della politica, quella sulla moralizzazione dei politici e aspiranti tali e via dicendo.

E il governo ? Il governo si incazza perché la Lega Nord ha tolto di mezzo Equitalia, grandissimo centro di potere e di danaro, perché qualcuno ha scoperto che “diminuire l’IVA di un punto percentuale” non è la stessa cosa di “aumentare l’IVA di un punto solo e non di due”, perché Marchionne si è scoperto che fa il suo mestiere: è un manager finanziario internazionale che se frega totalmente di ogni e qualsiasi aspetto sociale che possa anche solo portare ombra alla ricerca del profitto.

…e poi c’è Grillo: ineffabile concentrato di genialità comunicativa, riunisce la sua propria abilità nel relazionarsi con le persone con l’abilità del suo personal coach Gianroberto Casaleggio, indubbiamente uomo di mestiere nelle comunicazioni moderne: il mix di questi due personaggi ha portato stupore e novità nel panorama politico italiano, mettendo in luce una delle sconcertanti verità sulla classe politica tradizionale: nessuno, partito o singolo politico, era preparato ad un approccio alle masse di questo tipo; il bello è che nessuno ha avuto il coraggio di combattere Grillo con le sue stesse armi, finendo quindi col bollare il M5S come “antipolitica” e “populismo”. La Sicilia avrebbe dovuto dare la sveglia ma sappiamo che non è stato così: adesso sappiamo che lì non è stato Grillo a far eleggere i suoi militanti ma è stata la mafia a rubare voti agli altri…
Peccato, perché Grillo non è diverso dagli altri, usa solo metodi diversi ma lui non si discosta dal comportamento generale di tutti i politici: il suo modo di condurre il movimento ci racconta di come lui sia di fatto un dittatore senza appello, di come lui si tenga il potere di vita o di morte politica di ogni singolo militante che deve seguire le sue ferree regole pena l’emarginazione dal gruppo. La sua “democrazia liquida” di fatto non esiste perché ristretta ad un numero selezionato (da lui) di individui.
Nelle piazze spara a zero su tutto e su tutti, sfrutta al massimo ogni più piccola magagna  ma alla fine il suo progetto è formare una elite che ponga rimedio a tutto questo. Il progetto è chiarissimo, non è nascosto, ma in questo momento tutti hanno paura di lui e nessuno si prende la responsabilità di affrontarlo in modo serio.

C’è un libro che amo molto, è stato scritto nel 1947 ( 65 anni fa!) da un tizio che si chiamava George Orwell. Si intitola “La fattoria degli animali” e chi non lo avesse lo può trovare in rete in edizioni a poco prezzo. E’ piccolo, non è un tomo da migliaia di pagine, ma ti spiega tante cose……

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