Eccoci qui! / 1

Ebbene sì! La prima fase di Transasia 2012 è finita.
A causa della mancanza di comunicazioni non sono riuscito a fare il diario giornaliero, nemmeno attraverso la gentilezza dell’Oste Umbi.
Comunque il nostro viaggio è poi proseguito nell’esplorazione della Mongolia, un paese grande come l’intera Europa con una viabilità incredibile: credo che la percentuale di strade asfaltate senza buchi e senza tole onduléé sia grosso modo del 2%, mentre l’asfalto  diciamo così “rovinato” sia un altro 1%: il resto sono strade sterrate con terra, buchi, massi in giro, fango, pozzanghere di acqua di ogni dimensione, tole onduléé come se piovesse che si presentano come piste dotate quasi sempre di percorsi alternativi che però a volte non sono paralleli alla pista principale ma altre piste che divergono quando meno te lo aspetti. E allora devi tagliare nei prati per raggiungere la direzione voluta.

Ecco, i prati:grandissime estensioni verdi con quantità incredibili di….. erba cipollina e timo! Vi assicuro che è impressionante attraversare questi prati, in pista o direttamente sopra, immersi in profumi inebrianti con Yak ( al Nord ), mucche, cavalli, pecore e cammelli che pascolano liberi intorno a te (prossimamente arrivano le foto!).

E poi che gher, le famose tende bianche dei nomadi Mongoli: se ne vedono ovunque nelle vallate e nei campi, praticamente non sei mai solo. Ovunque ti trovi basta che fai spaziare il tuo sguardo intorno a te e trovi almeno una gher solitaria, dotata di automobile, motoretta giapponese, pannello solare e parabola per la tivvu’….
La gher è la costante del paesaggio; nelle località vicine al deserto dei Gobi ci sono anche dei “campi gherrati”, versione locale dei campi tendati, dove i turisti possono passare la notte. Noi ci siamo andati quando siamo passati per quella zona e vi assicuro che ci si dorme benissimo a cifre possibili (  equivalente di 15 euri a notte ).

Sulle piste si passano le montagne salendo fino ai valichi e scendendo dall’altra parte; quando i dislivelli sono modesti si arriva sino in cima e si scavalla direttamente.

Altra caratteristica della mongolia sono gli ” ovoo ” (credo si scriva così): monumenti formati da sassi, un ramo o un tubo infilato nei sassi e tante offerte votive dei viandanti che ci passano vicino e che, dopo aver deposto un oggetto qualsiasi in offerta, ci devono fare tre giri intorno per sollecitare la buona riuscita del loro viaggio.
Anche gli ovoo, come le gher, sono onnipresenti: di solito li piazzano sui valichi e alle intersezioni di più piste, dove maggiore è il transito dei viaggiatori. Il massimo che abbiamo visto è un oggetto votivo che si muoveva alimentato da una micro batteria solare…..

Abbiamo visto alcuni dei posti più belli del paese: le rupi fiammeggianti, un piccolo grand Canyon in Asia, una parte (per problemi di tempo) del deserto dei Gobi, dove la Lizzy si è comportata egregiamente salendo le dune con le gomme da asfalto senza sgonfiare (!!!!!) e questo senza dimenticare il nord del paese con estensioni di fiumi e alberi degne delle Alpi.

I fiumi e i guadi: qui quando piove diventa un problema: si formano fangaie assassine, in una delle quali c’è rimasto anche il nostro Unimog superpowered, e si ingrossano i fiumi. In una occasione abbiamo passato un guado gigantesco dove gli stessi locali mongoli avevano deciso di aspettare che il fiume si riducesse prima di transitarlo nuovamente. Quì la Lizzy si è comportata benissimo con l’acqua fino al cofano, il nostro secondo camion è incappato in un buco assassino quando aveva già l’asse anteriore sulla terraferma mentre le moto sono state assistite in tutto il passaggio. Anche quì, a presto le foto…

(continua)

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