buone notizie

Una volta di più, occorrerebbe che determinate notizie vengano apprese e verificate sul posto. La giovane democrazia tunisina non sarà il paradiso in terra però è sicuramente molto meglio di quello che le leggende metropolitane cercano di far credere al grande pubblico attraverso organi di stampa non sempre realmente informati.
Chissà se la necessità di promuovere il turismo nostrano, fatto nella maggior parte dei casi di strutture ricettive carissime, trasporti scomodi e circolazione caotica, è solo una coincidenza….

Bene, come funziona il turismo africano nella nuova Tunisia ?
Prima di tutto: a Kebili, capitale dell’omonimo governatorato, è stato aperto un ufficio del ministero del Turismo, analogo a quello già presente a Tataouine ma molto più comodo per andarci se si è a Douz. Questo ufficio è retto da un pool di giovani funzionari preparati e disponibili. Io sono stato sul posto e ho parlato con il Direttore dell’ufficio.
I viaggi nel deserto dei turisti sono ora regolamentati attraverso un documento, chiamato “Circuit Visa”, contenente l’itinerario che si intende percorrere, che si deve presentare ad un ufficio del Turismo prima di intraprendere il viaggio. L’Ufficio verifica e vidima il documento autorizzando la spedizione. Il motivo di questa procedura è molto semplice: se ci dovessero essere problemi sanno dove cercarti!
Dopo di chè: se l’itinerario è a nord di El Borma è sufficiente prendersi una guida locale e partire. Se l’itinerario tocca località a sud di El Borma fino a Borj el Khadra è necessaria anche una scorta, formata da persone, normalmente due, che viaggiano in una macchina civile, senza divisa e senza le armi in vista.

Il Ministero del Turismo Tunisino sta approntando una lista delle guide turistiche autorizzate, lista che sarà possibile consultare negli uffici periferici e che aiuterà i viaggiatori a non cadere in mano a persone impreparate,

Piccolo commento: la scorta armata a sud di El Borma era obbligatoria anche prima. Non essendoci però il Circuit Visa, i militari avevano potere di vietare ai turisti il passaggio in qualsiasi zona volessero transitare. Adesso questo non è più così poiché l’itinerario approvato è quello che comanda.

Chiunque legga queste righe ed abbia avuto la fortuna di aver viaggiato in Algeria o in Libia o nel basso Egitto può capire come le misure prese dal Governo Tunisino siano di ben diversa portata rispetto a quelle di quei paesi, molto meno invasive e, tutto sommato, realmente orientate a garantire al turista una esperienza positiva.

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