Il posto del Presidente…

Scommetto che eravate tutti molto curiosi di vedere dove abbiamo sistemato la targa del nostro Presidente! Avevamo detto “Tembaine” ma non tutti sanno cos’è/dov’è e anche chi lo sa non poteva indovinare il luogo esatto. Adesso cerco di riparare e togliere il velo a questo luogo dal quale il nostro se la gode al sole del deserto e ci invita a stare sempre all’occhio, a tenere sveglio il cervello…

Eccoci qua, lasciata la pista una cinquantina di metri sotto di noi, il gruppo individua la pietra giusta, grazie alle competenze tecniche del geom paolino (che sta già preparando il cemento a presa rapida!) e di Claudio, il capo cantiere Grin

Assistono (da destra a sinistra) Manu (scusa ma hai perso la testa?), Lucio da Oderzo, Sandra, e l’oste! Come si capisce chiaramente, siamo una tipica organizzazione italiana: due che lavorano e 4 che dirigono!

Avete potuto osservare la breve sequenza delle operazioni di messa in opera della targa; su quest’ultima foto si nota che Manu ha rimesso la testa a posto, mentre al centro campeggia Mario il maratoneta. L’oste sembra finalmente fare qualcosa di concreto, ma verrà tosto pregato di non fare casino. Forse sarebbe stato necessario il classico cartello “Vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori”

Ed ecco qua, la targa è quasi definitivamente fissata al culmine di una roccia che par lì apposta per accogliere Peter: è di forma triangolare ed orientata perfettamente a SUD!!!

E, dunque, via con l’ultima gettata di cemento…sullo sfondo un gruppo di nomadi curiosi assiste all’evento; ma sotto le (mentite) spoglie si celano (da sinistra a destra e dall’alto in basso): Fabio, Paola, Rosalba e Mary

Allora, l’oste si mette il cappello da celebrante e chiede un pensierino a ognuno, un ricordo di Peter, aneddoti personali…e nel mentre di questo amarcord, accade un fatto che ci lascia molto colpiti: una bellissima cicogna adulta sorvola lentamente il cielo proprio sopra di noi. Ci appare chiaro il simbolismo magico, il ciclo vita-morte-vita che Peter ci rinnova.

A questa domanda Peter avrà modo di rispondere ad ogni levar del sole, potendosi scegliere una delle innumerevoli dune che si stendono davanti alla pietra su cui è seduto.

Ciao Presidente, un PROSIT speciale dall’oste e per tutti gli amici di questa splendida esperienza di Saharaland che tu hai voluto, fondato e gestito. Qualcuno dice che essa è finita, non esiste più…naaaaaa, è solo trasmigrata in un’altra dimensione, quella emotiva, e da questa non potrà mai essere cancellata.

Il pozzo di PETER: ci siamo!

La realizzazione del “pozzo di Peter” a Tin Tam è ormai prossima alla fine!!!
Ho ricevuto, grazie a Vittorio, la seguente mail di questo signor Bocary (il resp. dei lavori???)

Date: Sun, 18 May 2014 15:30:14 +0100 (BST) 
From: “bocaryguindo@yahoo.fr” <bocaryguindo@yahoo.fr>
Subject: Re : AUCUNE NOUVELLE?
To: Vittorio Antoniazzi <vittorioantoniazzi@virgilio.it
A’ Tin-tam tout se passe bien. L’installation de la pompe et des panneaux terminèe. Le prèsostat foctionne bien selon mes comprèhensions et selon les constats de Basori.
L’eau va suffisamment dans le chateau. Quelques fuites pas trés graves ont ètè trouvèes entre le chateau et Tintam. L’equipe de Basori est en train de faire ces corrections.
Reste encore quelque métres de tuyaux à poser et les bornes fontaine à faire. Cela prendra encore une semaine. Je te rappel que cette partie a ètè arrétè à cause de l’incomprèhension entre les quartiers du village. Mais là, ils sont tombès d’accord. Hier Basori et moi avons quittè Tintam pour aller voir la situation à Dèdji. Je te donnerai les infos. Puis Basori est allè à Sevarè, moi Je suis venu à Tin Tam. Le vendredi, j’ai rendezvous avec Basori à Bandiagara pour retourner à Tintam.
Et Je pense que tout sera ok d’ici à maxi 10jours. En tout cas, Je ne compte pas retourner à Bamako sans voir la fin de tous les travaux.
Merci.
Bocary

 A Tin Tam tutto bene. Installazione pompa e pannelli terminata. Il pressostato funziona bene, secondo me e anche secondo Basori. L’acqua arriva a sufficienza nel serbatoio. Qualche perdita ma non grave tra il serbatoio e TinTam. La squadra di Basori le riparerà presto.Ancora qualche metro di tubi da posare e le prese d’acqua da fare.

Per questo occorrerà ancora una settimana. Ti ricordo che questa parte era rimasta ferma a causa di questioni tra i quartieri del villaggio. Ma, alla fine, l’accordo è stato trovato. Ieri (il 17/05 ndt) io e Basori abbiam lasciato Tin Tam per andare a vedere la situazione a Dèdji. Ti terrò informato. Poi Basori è andato a Sevarè mentre io son tornato a Tin Tam. Venerdì (il 24/05?) devo vedermi con Basori a Bandiagara per ritornare a Tin Tam.
Penso che tutto sarà OK da oggi a max 10 giorni. In ogni caso non credo di ritornare a Bamako senza prima vedere la fine dei lavori.
Grazie
Bocary.

Quindi, contando anche il famoso effetto “c’est l’Afrique”, entro i primi di giugno l’impianto sarà terminato!

Vittorio, alla mia mail di ringraziamento per avermi girato queste info, mi scrive:

Ciao Umberto.
si ormai siamo in dirittura d’arrivo veramente ed incrociamo le dita fino alla fine anche se le info sono del tutto rassicuranti. Fin’ora.
Se vorrete scendere nella primavera 2015 sappiate che le temperature in falesia Dogon sono di 45-48°C nel mese di aprile. Per cui scegliete gennaio, max metà febbraio.
Se volete, lo stesso Bocary può farvi trovare fuoristrada Toyota Land Cruiser 80 o 100 e voi arrivate in aereo. In un paio di settimane con comodo vi fate una vacanza.
Alla prossima, ancora grazie, Vitt.

A questo punto è necessario che noi si cominci seriamente a pensare a cosa vogliam fare per portare la targa che dovrà dare il nome di Peter a questo pozzo.

Tin Tam non è un sobborgo di Douz e quindi sarà bene che ognuno affronti seriamente la questione del viaggio in Mali.
Pertanto penso che il periodo tra Natale e Capodanno potrebbe essere giusto.
A questo punto ci sono almeno due ipotesi:
– chi ha tempo, diciamo almeno 4-5 settimane, può pensare di scendere con la propria 4×4 via Marocco Mauritania Senegal;
– chi non ha tempo e/o 4×4, potrebbe appoggiarsi a Bocary, mettendo in conto almeno due settimane per la cosa.

Mancano 6 mesi circa, che non sono poi tantissimi, per cui invito tutti gli amici di Peter a farsi parte diligente nel prendere questa decisione (partecipare o non partecipare? Questo il problema Big Smile.)

Il blog non è certo il luogo più adatto per gestire il complesso progetto di viaggio che dovremo organizzare, per cui, se volete, mi metto a disposizione e apro una cartella al mio indirizzo mail (umberto@cambiamenti.it) nella quale raccogliere tutte le vostre proposte, osservazioni, suggerimenti, ecce ecce, al fine di arrivare, diciamo entro metà novembre ad essere pronti per acquistare biglietti e prenotare tutto il rimanente di questo viaggio rispetto a cui il 1° Memorial PK è stato un giochino da infanti.

Intanto, apro un prosecco millesimato per l’occasione e vi mando un frizzante “prosit”. Grin

 

 

un po’ di vento…

Caro Peter,

lo so che te la stai ridendo coi tuoi occhietti furbi, mentre osservi il pigro via vai attorno a Tembaine.

Pensi che ce l’avevi detto, molto tempo fa: okkio che i briganti sono ancora all’opera, i più hanno solo cambiato casacca, altri non l’han fatto basandosi sulla possibile impunità o sulla leggerezza delle pene, scontate in comodi tempi e orari!

E ci avevi anche spiegato come un’Europa così burocratizzata, €urocentrica, non potesse che aprire il fianco a nuovi nazionalismi, quelli che credono alle retromarce della storia, che si appoggiano impropriamente al buon vecchio Vico dei corsi e ricorsi della stessa per avere solido appoggio concettuale. Perchè se è vero che la storia non procede col moto rettilineo e costante della fisica spicciola, non va nemmeno avanti-indietro tra due poli, ma semmai si muove a spirale e questo genera l’illusione di poter tornare sui propri passi. Ma indietro non si torna, si può solo tentare di modificare le direzioni sbagliate, si possono correggere gli errori di scelte e strategie che si dimostrano sbagliate. Ma l’Europa dei padri fondatori resta concetto non solo filosoficamente giusto, ma socialmente ed economicamente necessario nell’evoluzione di questo nostro pianeta.

Ce l’avevi spiegato mentre ci dimostravi alcuni gravi errori di politica interna ed estera.

E rieccoci qui incastrati nel diabolico gioco dei tre capipopolo, tre figure che avevi crudamente liquidato senza bisogno di spendere preziosa intelligenza per dimostrarlo, tanto ti sembravano evidenti le prove: quelle verso Berlusca e i suoi 40 processi; per Renzi, solo la rabbia di vedere in lui l’affossatore di un’idea di sinistra diversa perché la sua diversità è semplicemente l’uscita dall’idea di sinistra. E Grillo, beh, Grillo… parla anche lui alla pancia del popolo e quando cerca di proporre programmi concreti ci propina una forma di democrazia in rete dove consultazioni on line, nel breve tempo di qualche ora e poi rien ne va plus, dovrebbero portare a decisioni essenziali. L’illusione della partecipazione di tutti su tutto, tu che di reti e sistemi informativi ne capivi qualcosa, l’avevi annusata subito. Quando i risultati di queste consultazioni europee che saranno vincenti, manco a dirlo, per tutti, ti consolerai alla vista di quell’orizzonte sempre uguale e sempre in cambiamento, tu che sai già come andrà a finire, ma stavolta non ci dirai più niente perché è ora che si vada avanti con la nostra testa. Agli ordini, Presidente e goditi quel vento straordinario che muove tutto lì attorno.

 

PS- non è che un po’ di vento ce lo puoi dirottare qui, a spazzare l’immondizia politica che staziona nelle istituzioni, negli organismi amministrativi, nelle aziende di Stato, nei sindacati incancreniti … 

GRAZIE, PRESIDENTE!

Caro Presidente,

come saprai, poiché non ti sfugge niente, sono rientrato dalla Tunisia, dopo il 1° Memorial PK. Come me, anche gli altri, ma lascio che siano loro a scriverti.

E’ doveroso e piacevole mandarti questo ringraziamento per l’occasione che mi hai dato di tornare tra quelle sabbie ben note ad entrambi.

Son sicuro che ti è piaciuto il posto in cui abbiamo lasciato la testimonianza della tua presenza; avrei voluto postare qui alcune delle foto che Sergio ha scattato, per coloro che non son potuti venire, ma sono troppo “pesanti” ed io notoriamente neolitico e così non ci sono riuscito. Ci proverà qualcun altro e i risultati speriamo migliori del mio tentativo. Altrimenti, non rimarrà loro che venire direttamente sul posto…sai che sfiga?

Provo a descriverlo: il posto è tranquillo, anche se a poche centinaia di metri c’è un chiosco, dalla struttura spartana, ma frequentato come “La Locomotiva” nei momenti migliori. Così la mattina ci vai a fare colazione e la sera, dopo il tramonto, si può tener compagnia ai motociclisti che lo utilizzano per dormirci dentro, e ai locali che accompagnano i turisti; magari ci fai anche una fumatina al chiar di luna, adesso che puoi fumare tranquillo.

La targa è uscita proprio bene, con i caratteri traforati, in modo che nessuno, persona o agente atmosferico, possa nel tempo, cancellare il tuo nome. Deduco che ti sia piaciuta perché, appena terminata l’operazione di posa, compiuta dal geometra paolino e dal suo assistente di cantiere, Claudio, una cicogna è passata proprio sopra quel punto e poi, lentamente, si è posata sulla cima della montagna di Tembaine. Buon segno! Un nido di cicogna, portatrice di vita, meglio di così…E che tu ne sia soddisfatto lo imputo anche al fatto che, stavolta, niente, ma proprio niente, sia andato storto, anzi…oddio, al rientro il finestrino lato guida non voleva saperne di scendere, così ai caselli autostradali tunisini dovevo scendere per pagare i 2 dinari ma così mi si sgranchivano le ossa. E poi, in Italia, ha ripreso a funzionare, sempre per tua intercessione, altrimenti sai che casino bloccare la corsia del telepass a Mestre?

Non solo, tanto per dire dell’ala protettrice: questa volta, guardando per terra, ho trovato, assieme ad “orma”, delle selci veramente interessanti, persino più antiche di me! La prossima volta te ne porto una, tra le migliori e la metto vicino alla targa…se vuoi puoi anche provare a rifinirla e ad utilizzarla, magari sui mezzi di certi “baùscia” come si dice dalle tue ex-parti, che perché arrivano lì con macchine super preparate, pensano di aver fatto la Parìdakar, e non sanno niente dello slow travel e del bello che si gode andando piano, meglio a piedi, come han fatto Manu, Rosalba, Paola, Sergio e Fabio.

Caro Presidente, ad un certo punto mi è venuta un po’ di tristezza (niente a confronto di quella che mi ha preso rimettendo piede sul patrio suolo) perché dopo averti promesso che ritornerò a trovarti, mi è venuto spontaneo un “inchallah”, e quindi la presa d’atto anche della sua non possibilità…inchallah, dunque, il tempo passa…ma avanza anche il progetto del “pozzo di Peter”, a Tin Tam. E cominciare a progettarne una visita non mi costa niente, non prometto, ma sognare si può. Inchallah, Presidente.

PS- ho ripristinato le scorte di cabernet e ogni sera un “prosit”, come ai bei tempi, lo dedico a te.  Grin Wink