grilli… scriventi

si sa che a dire e scrivere cose anzitempo poi si rischia di fare come il grillo parlante della favola di Pinocchio! Questa volta, in sintonia coi tempi della rete, tale rischio si corre scrivendo; e l’avevamo scritto molto molto tempo fa, solo qualche mese dopo la fine di Gheddafi, fine sulla quale presto o tardi sapremo la semplice verità, dicendo che questo evento non avrebbe liberato il popolo libico nè portato la tanto sbandierata “democrazia” tra quelle sabbie. E, oggi anche giornali quotati, di solida reputazione, non certo foglietti di gruppuscoli facinorosi, ammettono che sì, che forse l’operazione Gheddafi è stata affrettata, non pensata nei suoi effetti postumi. Oggi si sta riconoscendo che il governo francese, soprattutto, e qualche altro ben interessato destabilizzatore del raìs (Inghilterra, in primis) avevano preso la decisione per interessi distanti da quello sbandierato di libertà e democrazia! Oggi che lo scatolone di sabbia, pieno di petrolio e gas come pochi altri, è divenuto un far west di bande tribali, non solo libiche, ma etiopi, siriane, e dove crescono basi di svariate sigle terroristiche, ecco tutti i governi europei e non solo, preoccupati del fatto che si rischia lo stop dei rifornimenti petroliferi (che poi il popolo libico stia peggio, molto peggio di prima, questo ormai poco conta). E giù a rimpiangere il povero Gheddafi, che almeno lui sapeva come tenere in equilibrio est e ovest, multinazionali e paesi africani. Lacrime di coccodrillo di sepolcri imbiancati!

E che la crisi libica non sia il solo punto dolente, lo conferma lo stato di fibrillazione egiziano e, forse peggio, il pericoloso stallo del processo di ricostruzione democratica tunisina; lì, dove siamo stati più vicini ad un “gemellaggio” con i paesi europei, dove da decenni l’interscambio economico-culturale-turistico è stato molto forte, cresce di giorno in giorno il pericolo integralista, con continue segnalazione di attentati e di falliti tentativi. Ormai non sono solo le grandi città, Tunisi, Sfax, Gafsa, Kairouan, Bizerta ad essere meta di tali episodi; i gruppi salafiti e altre formazioni si spingono ormai nella regione del grande sud: Tataouine e Kebili per dire degli ultimi incidenti con il morto. E adesso che siamo a circa un mese dal grande Festival sahariano di Douz c’è preoccupazione che proprio questo evento, che richiama grandi folle di locali come di turisti internazionali, possa divenire obiettivo di gesti clamorosi. C’è un effetto domino a due passi da noi e la prima tesserina non l’ha fatta cadere Al Qaeda, ma monsieur Sarkò, anche per coprire le sue pastette.