Stabilità

Se dovessi pensare ad una parola “á la page”, di questi tempi penserei a “stabilità”. Non solo perchè qui da noi c’è in ballo una legge che da qualche tempo vien chiamata proprio così, invece che “finanziaria”, ma perchè di stabilitá vi è un bisogno crescente in tutti i sensi. Per esempio, sulla sponda sud mediterranea, dopo le ciclaminiche rivoluzioni (tutt’altro che floreali), la situazione si fa sempre più instabile. Ora anche in Tunisia emerge forte lo spettro terroristico, nel consueto stile dei “martiri di Allah”, cioè di quegli indossatori di giubbetti al tritolo che sfilano nei luoghi affollati, alla ricerca di pubblico da far saltare in aria in sua compagnia. E l’alleanza dei partiti di governo, simile alle nostre intese, forse un pò’ meno larghe, viaggia verso una crisi non meno buia.

In Libia tira un’aria di frazionamento non meno preoccupante; oltre alla consolidata divisione tra Tripolitania e Cirenaica, ora emergono altre frazioni tribali. I berberi sono passati all’azione eclatante, occupando il terminale ENI per chiedere il riconoscimento della loro lingua, altrimenti si chiude il rubinetto del gas. Dubito che ci riescano, ma intanto si apre un altro fronte d’instabilità. Sono i frutti del vecchio/nuovo colonialismo, mentre nel vecchio continente si ripercuotono gli effetti degli squilibri economici e culturali: ricchi più ricchi, poveri raddoppiati! Come recuperare stabilitá? Se l’oste lo sapesse … Però, qui sembra che la cosa principale sia la decadenza si/no di Berlusconi! Occhio, che di questo passo si fa presto ad importare l’ultima moda dell’abbigliamento…moda particolarmente “esplosiva”!

quelli che la fanno facile…

In questi giorni abbiamo assistito ad una delle tragedie più orribili: il naufragio ad una spanna da Lampedusa di uno dei tanti viaggi della speranza, gestiti da una rete criminale che ritengo più delinquenziale, più spregevole, più carogna di tutte le formazioni terroristiche esistenti. Oltre 300 vittime, tra loro donne e bambini…forse questa tragedia riaprirà la riflessione sulla Bossi-Fini e sui provvedimenti accessori che Maroni, al tempo in cui diresse il Ministero degli Interni, si premurò di allegare.

Paradossale e demenziale, a parere dell’oste sia chiaro, che un peschereccio, una barca di turisti, una nave da carico o qualsiasi cosa che galleggi, incrociando un barcone in procinto di ribaltarsi, obbedendo alla regola prima di tutto umana e poi della tradizione marinara, raccolga i naufraghi, possa/debba essere denunciata per favoreggiamento all’immigrazione clandestina!

Nel nostro piccolo, navigando tra le sabbie (certo meno carichi di quelle carrette del mare) sappiamo rispettare la regola che vuole che vedendo e incrociando mezzi e persone ci si fermi, solo a scambiare un saluto, una parola, una informazione; qualche volta uno scambio, un thè…se sono nuclei di nomadi con bambini, dei medicinali, dei vestiti, dell’acqua sempre.

E invece che fanno, che urlano i leghisti in primis, ma imitati ieri persino da quell’altro demagogo-padrone Grillo&Casaleggio? Che guai a toccare la Bossi-Fini e che quando c’era lui, sissignori, lui il Roberto du Maroni, aveva praticamente bloccato l’invasione nera stabilendo regole chiare e ferree sul controllo dei mari.

Il Maroni-Nelson, grand’ammiraglio delle flotte mediterranee, aveva chiuso gli spazi acquiferi e ridotti in miseria gli scafisti, altro che…

E allora eccolo il delfino Salvini, che magari delfino ancora non è del tutto, avendo almeno  un altro aspirante alla successione, onde (avverbio particolarmente adeguato al tema di questo scritto) per cui gli dobbiam cercare un altro pesce totemico, e la trota è già pescata ma il branzino no, e allora propongo branzino, vi va? altrimenti facciamo le primarie per la ricerca del pesce adatto; allora il branzino Salvini che fa? con grande dimostrazione creativa, ripropone la ricetta del Maroni-Nelson di accordarci con i governi della sponda sud onde (repetita juvant!) impedire che salpino gli scafisti col loro carico di morituri quasi sicuri.

Però, come si fa a spiegare al Salvini, che avrebbe anche un cognome beneaugurante, ma se lo tiene tutto per se e per i suoi verdevestiti, che è un pochino difficile di questi tempi individuare il “potere” ufficiale con cui stringere patti e lo dimostra il fatto che il primo ministro di quel grande paese che si chiama Libia ma non è più la Libia di Gheddafi, sia stato prelevato/arrestato/rapito, boh?, ancora non s’è capita la natura di quel sequestro, breve, ma sufficiente a far capire che il potere è alquanto frammentato, provvisorio e, soprattutto bande-armato!

Ci vuole andare lui, il Salvini, a cercare l’interlocutore in grado di ordinare agli scafisti che guai a loro se si permettono di lasciar partire quelle carrette, altrimenti si richiama in servizio non permanente e neanche” Affettivo” il grand’ammiraglio di cui sopra e il branzino alla mitragliera che faranno ciò che si deve: fermarli sul bagnasciuga! Mi ricorda qualcuno di un altro ventennio, ma somigliante a quest’ultimo, un altro cavaliere nero, un altro unto dal signore, che faceva comunella col gran capo dei barbari dagli elmi cornuti.

Quelli che la fanno facile perchè non sanno (non vogliono sapere) di come van le cose in questo e in quel mondo.

PROSIT, come dicevo al compianto presidente…ma dico, da lassù, non è che puoi tirar qualche fulmine a chi dico io? Grin Cool