sempre peggio…ma va?

caro presidente,

qualcuno si stupirà vedendomi scriverti come prima, ma tu rimani presente nei miei pensieri e di altri amici, costantemente. Quindi, caro presidente, vorrei aggiornarti sulla situazione qui presente. La prendo larga, partendo dalle nostre amate sabbie: c’era una volta la Libia, un posto magico, con degli orizzonti da perderci la testa! Cordoni di dune ad altezze inimmaginabili che mai pensavi di poter superare…e c’era un popolo che viveva all’ombra delle gigantografie del raìs; persone con cui non ero riuscito a stabilire relazioni come in Tunisia, vuoi per il minor numero di viaggi, vuoi un pò per la presenza di guide e/o militari di scorta che non sapevi mai fino a che punto permettersi una confidenza…ma non mi sembrava stessero così male. Generi di prima necessità a prezzi davvero “popolari”, scuole, assistenza…poi il contagio rivoluzionario (adesso chiaramente confermata la mano franco-britannica, in primis, e quella occidentale tutta dietro) per via di un certo elemento chiamato petrolio (qualcuno vorrebbe si scrivesse “libertà”, ma non me la sento di fingere tanta santità). Eliminato il capo-dittatore, come sai anche tu, tutti tranquilli e contenti che adesso finalmente il popolo liberato avrà oltre al lavoro, l’istruzione, anche la libertà. Son tornati nuovi “turisti”: si fermano a Tripoli e Bengasi; vestono formale e nelle valigette 24 ore tengono PC e contratti per nuovi scambi commerciali, ma non credo proprio equo-solidali. Il nuovo establishment libico è poco interessato a nuova fase di unità nazionale: riemergono le antiche linee di confine, ancora a livello culturale prima che geografico, e le barriere sono più profonde che mai. Con l’acuirsi della crisi siriana, roba di questi giorni, c’è aria di nuovi spari e attentati anche qui. La jihad transnazionale sta mobilitandosi, forte anche della noncuranza occidentale (mica c’è petrolio là, e poi Assad è un altro amico dei potenti russi e cinesi e anche americani e, perchè no, dei british e anche noi, resto d’Europa), per riunificare le rivolte sotto la propria bandiera nera. La resistenza siriana, ormai, è in mano a forze che tutto sono meno che a guida locale; pensa che sono state scoperte centinaia di basi di reclutamento di giovani “volontari” in Tunisia. In Tunisia!!!

Roba da impensierire anche noi; la predicazione salafita sta facendo presa sui giovani proletari di tutto il maghreb e anche del mashrek; magari qualche “padano” esulterà pensando che così, anzichè venire a sbarcare sui nostri isolotti, ce li togliamo dai piedi, ma l’equilibrio geopolitico mediterraneo si sta sciogliendo, vedasi la mobilitazione israeliana, da un lato, e il richiamo dell’Iran alle risposte dure e pure, dall’altro.

Penso che tu avresti scritto un libro di fantapolitica, a partire da questi avvenimenti, con lo stile noir che ti contraddistingueva, e adesso invece ce lo sogniamo proprio….che peccato.

In ogni caso di cose noir e horror non è che manchino anche a casa nostra! tanto per dirne una: si è fatto l’inciucio che mai e poi mai ci avevano promesso sarebbe stato fatto. Qualcuno lo chiama “pacificazione” e, naturalmente, quelli che come il sottoscritto non lo capiscono nè lo desiderano, sono brutti, sporchi, cattivi e vetero comunisti. Imbevuti di odio verso un anziano signore 77enne, che è mosso da compassione verso povere ragazze sfortunate, cui la vita ha finora riservato solo brutte cose, mentre loro (cioè io e qualche altro) pensano male e adesso che è morto pure Andreotti non si sa se sia ancora valido il suo più celebre aforisma, tanto che evito di ripeterlo. Sono tornati i democristiani, ma adesso non stanno solo con Casini e Rotondi, no, adesso sono anche dentro al PD, anzi a dire il vero non so più cosa ci sia dentro al PD, ammesso che si possa dare ancora per esistente tale partito. Ma di sicuro ci sono i neodemocristiani. Hanno fatto una prova di pacificazione ufficiale in un antico convento tra le colline toscane, prima litigando un pò, altrimenti come potevano poi pacificarsi e quindi stabilendo, in piena regola benedettina, che nessun ministro, viceministro, vice-vice-ministro, sarebbe più andato in tivvù a sponsorizzare il proprio verbo elettorale. Promesse da marinaio? boh, vedremo. Molto dipenderà da quanti anni di prigione (virtuali) si beccherà quel povero signore 77enne, perseguitato alla Tortora ed eventualmente interdetto a vita (breve) dai pubblici uffizi (anche da quelli di Renzi!). Che la disoccupazione arriverà al 12% e passa, che il mercato immobiliare sia regredito al livello del 1985, che le banche piangano calde lacrime con le quali annegare piccole, medie e anche qualche grande azienda, son fenomeni su cui stracciarsi tutti le vesti ma provvedimenti ancora pochi…ma non disperare presidente, vedrai che a”a casa. tutti” si realizzerà. Parlo di operai e impiegati, ovviamente.

La Juve ha vinto il campionato in anticipo, ma a te non te ne fregava niente e neanche a me, ma lo scrivo per dovere di cronaca mentre l’Inter, per il dolore di paolino, non farà nessuna coppa europea e anche questo non ci procura la minima emozione. Posso, invece segnalare lo sdegno che sale dai campi di gioco per gli episodi di razzismo e gli insulti che colpiscono poveri giocatori milionari rei non di giocar male, anzi, ma di essere un poco o molto abbronzati, come direbbe chi conosciamo bene. Figurati, però, che abbiamo anche un ministro donna nata in Congo che proporrà una legge sullo ius soli che adesso persino i leghisti han dovuto imparare il latino oltre alla lingua unnica, ma gli riesce male e quindi si oppongono per non dover andare a settembre.

Ecco, caro amico ti scrivo, come cantava un poeta musicante, così mi distraggo un pò, che ci vuole, tutti i giorni a sorbirci di queste notizie, almeno con te ogni tanto, una volta al mese, si andava dall’omino e ci si faceva di tortelli e cipolline all’agro, di tagliate e polente col verde. E Lugana e grappino. Poi abbiocco autostradale.

Ciao presidente, alle prossime.