I compagni di merenda

E’ di questi giorni la scoperta di un nuovo filone di dazioni in favore della classe politica: quello che si sta scoprendo sulle abitudini degli amministratori della cosa pubblica alla regione lazio ci dice quanto la corruzione sia diffusa a tutti i livelli, anche a livello locale.

Questa sera guardavo “Piazzapulita” dove con grande candore si spiegava come le sottrazioni di danaro in una regione (ma si è accennato anche al comune e alla provincia…)  possono avvenire solo con la complicità attiva di diverse persone a livello di responsabilità progressivo…..
Dopo un po ho cambiato canale, il rivolgimento di stomaco stava arrivando a farmi vomitare.

A casa.Tutti.

Sui morti di Bengasi

Le notizie terribili che giungono da Bengasi, dove sono stati uccisi l’ambasciatore americano e altri suoi connazionali, ancora non spiegano i dettagli dei fatti.

Sembra che il movente sia la pubblicazione di un film sulla vita del profeta Maometto, prodotto da “copti egiziani” per una casa cinematografica americana.

Ora a me sembra veramente gravissimo che i produttori e gli altri partecipanti all’operazione non abbiano considerato l’eventualità di una simile possibile reazione da parte dell’ala intransigente ed estremista islamica. Dopo Salman Rushdie e quello delle magliette o delle vignette sul profeta, pensavano che questa operazione potesse passar liscia?

Adesso qualcuno tirerà in ballo la libertà d’informazione, il diritto a dire  ciò che si vuole su ogni argomento, senza pensare alla responsabilità anche sulle reazioni, specie una volta che si sa che Al Qaeda e altri movimenti non aspettano altro che pretesti per chiamare alla jihad!!!

Mi viene il dubbio che questi “liberi pensatori” sapevano benissimo cosa sarebbe potuto succedere e anzi si auguravano proprio questo.

Insomma, i copti egiziani, anzichè dedicarsi alla vita del profeta, potevano mica farci un bel kolossal su Alì Baba e i 40 ladroni? che noi potevamo ospitarli a Cinecittà, che nei pressi potevano trovarne anche 400 o 630 + 320, bastava andare in centro città, zona Montecitorio….gli venisse un co…pto!!!

No Mad Really Angry

Caro Presidente

Caro Presidente Napolitano,
Le scrivo questo post aperto (una volta si sarebbe detto “lettera aperta”, ma il progresso tecnologico avanza anche in questo campo…) prendendo spunto da una delle Sue numerose esternazioni che i media ci riportano quasi sempre integralmente con il video del Suo intervento.
In questa particolare occasione Lei si soffermò sulla necessità di coesione nazionale, condizione fondamentale per la vita di uno Stato prevista anche nella Costituzione, alla stesura della quale Lei si onora di aver preso parte.

Ecco, la Costituzione Italiana. Leggendo il testo della nostra Legge Fondamentale oggi, alla luce dei fatti della stretta attualità, alcune domande sorgono spontanee e, essendo Lei un componente dei Costituenti, mi piacerebbe se trovasse pochi minuti per rispondere ai miei dubbi.
Non si preoccupi, non sarò lungo, limiterò la mia analisi ai Principi Fondamentali ed al Libro II, quello dei rapporti sociali e limiterò i miei quesiti ad uno solo.

Comiciamo dall’articolo 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
In altre parole un diritto è tale se la Repubblica lo riconosce ed è qualcosa che la Repubblica  garantisce, ossia è una condizione che viene riconosciuta al cittadino a cura della Repubblica e senza che il cittadino debba fare qualcosa per fruirne.

Troviamo un altro esempio, ancora più esplicito, all’articolo 32: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Qui il testo della Costituzione è molto chiaro, arrivando a dire in modo esplicito che se un cittadino non è in grado di pagarsi le cure, la Repubblica interviene garantendo in ogni caso le cure necessarie.

Fin qui tutto bene. Abbiamo dei diritti ( nell’articolo 2 si parla della vita e della libertà, nell’articolo 32 si parla della salute) e abbiamo la Repubblica che si impegna a tutelarli e, in effetti, all’atto pratico questo accade: il sistema ospedaliero nazionale cura comunque chiunque, con o senza ticket, mentre i corpi dello Stato (pubblica sicurezza, carabinieri, guardia di finanza… ) e la magistratura vegliano sulla sicurezza dei cittadini garantendone i diritti fondamentali.
Riassumendo: nella Costituzione troviamo la dichiarazione di intenti messa poi in pratica attraverso la struttura della Repubblica. Ripeto: tutto bene.

Adesso leggiamo l’articolo 4: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
….. e qui non ci siamo proprio!

Lei, Presidente, legge quotidianamente i giornali (ce lo ha raccontato Maurizio Crozza…) e sii tiene informato attraverso le fonti istituzionali e sappiamo tutti che è a conoscenza di quello che sta succedendo nella Repubblica da 5 anni a questa parte

I lavoratori disoccupati e gli esodati scendono quotidianamente in piazza chiedendo che gli venga dato il lavoro. La ministra Fornero si becca improperi a tonnellate perché ha osato affermare che il lavoro non arriva da solo, cosa peraltro vera, ma anche chi protesta ha alle spalle la Legge Fondamentale della Repubblica che afferma nero su bianco che la Repubblica si incarica di procurare il lavoro ad ogni cittadino italiano il quale, a sua volta, ha il dovere di lavorare per costruire la casa comune. E come dar loro torto ?

Lo sa, caro Presidente, che ad esempio in Francia, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d’America non si parla di lavoro nella Costituzione ?

E allora, caro Presidente, potrebbe spiegare ad un cittadino qualsiasi come sono io a cosa pensavate quando avete pensato e scritto l’articolo 4 ? Come pensavate di garantire il lavoro a tutti definendolo un “diritto” ? Pensavate forse all’Unione Sovietica ?

Non crede che sia il caso di parlare di questo argomento, di spiegare al popolo che la Repubblica non può più garantire il lavoro, che il lavoro non è un diritto, che l’articolo 4 della Costituzione ha un enunciato contenente qualche piccolo errore e, anzi, dobbiamo tutti insieme modificarlo con una legge costituzionale ? Non crede infine che riparare a questo “malinteso” possa costituire l’inizio di un riavvicinamento tra il popolo e i politici ?

Con ossequi

Come va ….. 9 Settembre 2012

Oggi è domenica, molti di quelli che ancora hanno un lavoro sono a riposo.
I nostri ineffabili politici continuano i loro traffici anche nel week-end perché, come è noto, il potere non può attendere.

Al centro della riflessione di oggi c’è ancora una volta la considerazione nella quale i nostri governanti tengono i cittadini, il popolo. La presidenza del consiglio dei ministri, cioè il dott. prof. senatore Merio Monti in persona, sponsorizza uno spot televisivo che ci spiega, con disegnini naïf, che se “paghiamo le tasse” ci sono i servizi e che se le tasse le paghiamo tutti i servizi sono anche migliori. Conclude affermando che “se tutti pachiamo le tasse, le tasse ci ripagano… con i servizi”.
Lo spot è assolutamente vero ed altrettanto assolutamente ingannevole e truffaldino.
Già perché una “tassa” è un servizio che lo stato eroga dietro pagamento di una somma specifica: ad esempio la “tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani” si paga per avere il servizio di nettezza urbana.
Molte tasse sono facoltative: se non vuoi il servizio non paghi la tassa: la “tassa di stazionamento” si paga quando si vuole parcheggiare un natante in un porto. Se il mio gommone lo spiaggio questa tassa non la pago.
Da qui si evince come l’enunciato dello spot sia sicuramente esatto.

Là dove il messaggio è completamente ingannevole è dove si confondono le “tasse” con le “imposte”: una imposta è una somma che si paga allo stato e basta; niente corrispettivo fisso in servizi, sarà chi ci governa a decidere dove finiscono i soldi incassati. Nello spot si presenta l’istruzione (i disegnini si riferiscono ad una classe elementare) come un servizio che si paga con le “tasse”. Sbagliato! l’istruzione è finanziata dalla “legge finanziaria” che ogni anno attribuisce i fondi ai vari centri di spesa dell’attività pubblica, tra i quali, appunto, l’istruzione.

Ora: sia la grande evasione fiscale che i grandi sprechi che le grandi ruberie e la corruzione nell’apparato dello stato si giocano non sui soldi delle tasse ma sulle immense cifre che ballano a fronte delle imposte drenate al popolo. Si perché le somme versate per le tasse sono tracciabili, è facile verificare quanto è costato il servizio di nettezza urbana, mentre le imposte non sono tracciabili e l’unica documentazione pubblica è il bilancio dello stato, che poco o nulla ci dice sulle storture della spesa pubblica.
Ecco che, per incassare di più, gli squali che ci governano hanno adottato un trucco mediatico – lessicale: chiamare genericamente “tasse” tutte le somme che si versano allo stato dando cioè un nome rispettabile ad una pratica a dir poco esecrabile: sottrarre fiumi di danaro al popolo per poi farne quello che si vuole, senza pubblicità.
Un ulteriore esempio di quale sia la considerazione nella quale chi governa tiene il popolo: bue.

Adesso un piccolo aneddoto che mi hanno raccontato recentemente: protagonista è una mosca bianca, un medio industriale della brianza che sta lavorando bene non ostante la crisi: il suo prodotto si esporta benissimo e la sua azienda lavora con soldi propri; fedele alle regole che gli hanno insegnato padre e nonno, il nostro non ha finanziamenti o mutui o prestiti da banche, l’edificio della fabbrica è suo e il suo modo di vedere il business arriva fino a detenere fisicamente le somme necessarie per i TFR dei suoi dipendenti.
Tutto bene fino a che il nostro non è stato convocato dal direttore di una delle banche con le quali lavora. Presentatosi all’appuntamento, si è sentito offrire con insistenza dei finanziamenti a tassi agevolati, “particolarmente favorevoli”, che lui ovviamente ha rifiutato non avendone bisogno. Il colloquio, diventato via via sempre più fastidioso, il direttore di banca ha detto più o meno “se lei rifiuta se ne pentirà”….

Adesso, il solito l’appello:

Legge sul finanziamento pubblico ai partiti !  Non pervenuta

Legge elettorale che consenta al popolo di scegliersi i propri governanti !  Nessuno dei protagonisti vuole che questo accada. Non pervenuta.

Legge per arginare la corruzione dilagante nella pubblica amministrazione ! Il ministro della giustizia si impegna a nome del governo a pensarci su. Comunque, non pervenuta

Legge per sanare la posizione degli esodati, nel frattempo dimenticati da tutti ! Non pervenuta

Provvedimento per congelare le accise sui carburanti al raggiungimento di una soglia di prezzo ! Non pervenuto

Provvedimenti fiscali per tassare le rendite da speculazioni finanziarie (Tobin Tax) ! Non pervenuti

A casa.Tutti.